Berlusconi tra i due Matteo

Un destino, quello del Cavaliere, diviso tra i due Matteo. L’uno seduto a destra e l’altro a sinistra sono di fatto gli unici che potrebbero togliere il sonno all’ex premier in vista della prossima tornata elettorale.

Ma andiamo con ordine. Oggi il Matteo di Berlusconi è Salvini. Il leader della Lega dovrebbe essere l’alleato naturale del Cavaliere visto che insieme governano, anche con un certo successo, alcune Regioni e diversi Comuni, ma il percorso antisistema intrapreso dal leader del Carroccio sta mettendo duramente alla prova la pazienza di Berlusconi.

Il presidente di Forza Italia ha però cercato di mediare la propria posizione per il bene del Centrodestra cercando insieme a Giorgia Meloni di presentarsi come un unico blocco agli elettori, tentando la difficile impresa di ottenere abbastanza consensi per formare in autonomia un Governo.

In effetti il nuovo Rosaltellum con la cospicua parte di maggioritario nei collegi uninominali aprirebbe scenari interessanti, anche alla luce dei sondaggi che darebbero il Centrodestra vincente nella stragrande maggioranza dei Collegi permettendo ai tre leader dello schieramento di sognare un Governo senza aprire ad ipotesi di “grandi coalizioni”.

E proprio in quest’ottica che però potrebbe inserirsi il Matteo democratico. Sì, perché se le difficoltà con Salvini dovessero acuirsi dopo il voto a causa di risultati sotto le aspettative o bagarre sulla leadership, Berlusconi sarebbe pronto a costituire un governo di larghe intese.

Renzi, dal canto suo, sta facendo l’impossibile affinché gli schieramenti del Centrosinistra corrano separati, o meglio, affinché la sinistra radicale costituisca un blocco autonomo permettendo al Partito Democratico di epurare definitivamente dalla propria dirigenza la vecchia guardia comunista che tiene il partito legato a paradigmi decisamente superati.

La distillazione del PD aprirebbe le porte ad una alleanza con Forza Italia e con il supporto dell’area di Centro pronta a diventare la terza gamba di un Governo di responsabilità nazionale. Infondo, le notizie poco rassicuranti che arrivano da Berlino non lasciano ben sperare in una facile soluzione anche per il nostro Paese che proprio alla Legge elettorale tedesca voleva ispirarsi completamente.

Insomma, benché oggi agli occhi dell’opinione pubblica le fazioni risultino ben definite con un Centrodestra solido e compatto e un Centrosinistra in piena crisi identitaria, la realtà dei fatti è ben diversa e i due principali attori della vita politica italiana sono pronti a percorrere tutte le strade possibili per evitare di tornare alle urne subito dopo le elezioni di marzo.

Anche perché, sia Berlusconi che Renzi sono ben consci che se le forze politiche tradizionali non dovessero trovare una intesa, anche trasversale, si darebbe campo ad una sicura ascesa dei 5 Stelle che potrebbero salire al governo del Paese anche con ampia maggioranza lanciando senza dubbio il Paese in pasto alla finanza internazionale.

Il destino del Cavaliere sembra pertanto segnato. In ogni caso, dopo marzo lo vedremo al Governo con un Matteo, resta ancora da definire se si tratterà di Salvini o Renzi. Molto dipenderà dalla capacità di Forza Italia e Lega di mitigare le proprie distanze.

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