Schulz, who’s who

Martin Schulz (attuale Presidente del Parlamento Europeo) è un politico tedesco nato ad Hehlrath il 20 dicembre 1955 in una famiglia dove il padre era di orientamento social-democratico e la madre invece della CDU. Fin dall’inizio si è dedicato al Partito Socialdemocratico a cui si iscrisse nel 1974 a 19 anni. Membro dell’organizzazione giovanile del partito, la Jusos, ne ha poi diretto la sezione di Wurselen, cittadina in cui ha poi ricoperto la carica di Consigliere Comunale, arrivando poi a diventarne il sindaco per ben 11 anni dal 1987 al 1998. Appassionato di calcio e tifoso del F.C. Colonia, ma uomo dedito da sempre alla cultura, è sposato, ha due figli e tra le sue attività nel tempo libero vi sono la lettura, la storia e il calcio. Tra i suoi libri favoriti “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa e tutti i libri di Eric Hobsbawm. Da giovane frequentò il ginnasio superiore e fu poi attivo presso diverse librerie e case editrici, arrivando anche a possedere una sua libreria proprio a Wurselen. Dopo una carriera nella politica interna iniziata nel 1991 come membro del Consiglio Nazionale del partito, il balzo nel panorama europeo avvenne nel 1994 con l’elezione al Parlamento europeo come deputato.

La sua ascesa nel panorama europeo è stata continua, prima nell’arco dell’ala socialista, di cui divenne presidente nel 2004, fino alla sua elezione a capo del Parlamento Europeo il 17 gennaio 2012 per un mandato di due anni e mezzo con 387 voti succedendo a Jerzy Burzek. Il 1° luglio 2014 è stato rieletto Presidente con 409 voti su 751, diventando il primo Presidente nella storia del Parlamento europeo a essere rieletto per un secondo mandato, una tornata elettorale in cui ha sostenuto anche la nomina a Presidente della Commissione di Jean-Claude Juncker del PPE.

Ferrea e riconosciuta la sua volontà di accrescere il potere e l’importanza dell’Europarlamento, il che lo ha portato, a più riprese, a scontrarsi con la Commissione, buon ultimo in ordine cronologico, il bilancio comunitario. Convinto europeista ed uomo di solide radici democratiche, il Presidente Schulz è stato spesso bersaglio di attacchi di vario tipo, la sua dialettica su diritti ed eguaglianza l’ha portato durante il suo mandato a scontrarsi con l’ultranazionalista euroscettico Nigel Farage ed anche con le frange più intransigenti della Knesset durante un suo discorso tenuto presso il Parlamento d’Israele nel 2014.

In Italia divenne famoso per la diatriba con l’allora Presidente Berlusconi nella seduta del 2 luglio 2003. A seguito di alcune garbate, ma taglienti critiche, mosse da Schulz riguardo il conflitto d’interessi ed i problemi giudiziari del Cavaliere, questi l’apostrofò in maniera sicuramente poco consona con una frase passata agli annali “«signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapo Lei è perfetto!”. Frasi come queste si sono susseguite anche da altri esponenti dell’agone europeo negli anni, in contrasto con i modi educati e l’aspetto mite del Presidente Schulz viene da dire. Quando questi criticò l’ipotesi che il deputato di estrema destra xenofobo Jean-Marie Le Pen potesse guidare la seduta inaugurale dell’Europarlamento quale membro più anziano,la risposta del francese fu “M. Schulz, che è il Presidente del Gruppo Socialista all’Europarlamento, è un signore che ha l’aspetto di Lenin e parla come Hitler.

Ulteriori dissidi furono con il connazionale Daniel Cohn-Bendit, alle parole di difesa dagli attacchi dello stesso a José Barroso nel 2010, lo storico leader dei verdi tedeschi apostrofò il Presidente Schulz “Ma io non so perché t’innervosisci, Martin. Non sei ancora Presidente del Parlamento! Con calma, compagno, con calma”. Un anno sicuramente difficile, alle critiche di Schulz riguardo la posizione controversa del Regno Unito sul Patto di Stabilità, pur essendo tale paese fuori dall’Eurozona, l’eurodeputato Godfrey Bloom declamò al suo indirizzo un Popolo, Un Impero, un Führer”, per questo l’inglese fu escluso dall’emiciclo.

Buon ultimo l’onnipresente mediatico premier Matteo Renzi che è rimasto, purtroppo per il buon nome del nostro paese, immortalato dalla tv francese Canal+ in una gag più di stampo berlusconiano che di orgoglio nazionale. In occasione del discorso a conclusione del semestre europeo, il premier si è presentato all’incontro con il Presidente in netto ritardo, già questo di per sé non può che alimentare i luoghi comuni sull’Italia. Ma evidentemente non pago della gaffe iniziale, mentre Schulz lo attendeva, e sotto l’occhio attento delle telecamere, si mette tranquillamente a parlare al telefono tra lo stupore dei giornalisti presenti e l’evidente irritazione, pur mascherata, del Presidente. Finita con comodo la telefonata si potrebbe iniziare il discorso congiunto, questo se non ci fosse un gruppo di giovani italiane in visita che chiedono a Matteo Renzi una foto assieme. Poteva forse il re dei selfie e dei tweet esimersi da tale compito? Costringe praticamente Schulz a partecipare al selfie lanciando intanto battute banali su Totti, poi finalmente si inizia la tanto sospirata cerimonia. Peccato che le immagini mostrino il nostro premier annoiarsi, sbadigliare, chiedere quanto manchi ancora ed infine estrarre l’amato cellulare, dopo l’aplomb english style di Monti e Letta decisamente una nota di colore di cui avremmo potuto fare a meno.

Per concludere una frase da poco pronunciata da Martin Schulz che può riassumere la figura del Presidente in carica, il suo marcato europeismo e la idea della politica: “La Grecia non è stata trattata male- ha detto il Presidente del Parlamento- c‘è stata molta solidarietà con la Grecia come paese. Ma non c‘è stata solidarietà all’interno del paese, la gente comune, i giovani, i pensionati e gli impiegati hanno pagato il conto, mentre i ricchi avrebbero potuto contribuire tirando fuori miliardi che sono nei paradisi fiscali. E’ uno scandalo”.

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