Undici settembre

Sono passati 13 anni da “quel” fatidico 11 settembre e, fermo restando che ognuno di noi, credo, si ricordi esattamente cosa stesse facendo nel momento che ha avuto notizia dell’attacco delle Twin Towers, non abbiamo ancora oggi la sensazione e certezza di un mondo in pace.

Al Quaeda con il suo leader Osama Bin Laden sono stati disinnescati, ma certamente non il sentimento di rivalsa di un mondo estremista islamico. In fondo è come se quella data fosse il preludio di scenari ancora più pericolosi. Oggi abbiamo nuovi califfati, nuovi acronimi, ma il nemico è sempre lo stesso. Forse addirittura più spietato.

Assistiamo oramai da anni al massacro di cristiani innocenti in Nigeria come in altre parti d’Africa, per non parlare della Siria. Abbiamo vissuto, investito e sperato in una Primavera Araba che avrebbe dovuto dare l’incipit ad una nuova era liberale di apertura verso l’Occidente che avrebbe generato scambi economici e culturali garantendo un avvenire di pace e cooperazione. Siamo invece precipitati di nuovo in un inverno di stragi, oscurantismo e terrorismo.

Il  mondo da “quel” 11 settembre è andato avanti e gli estremisti, grazie anche ad una maggiore facilità di connessione con il resto del pianeta  via web, hanno potuto non solo ricostituirsi, ma trovare nuovi leader che hanno saputo sfruttare la tecnologia via rete ed addirittura reclutare occidentali europei a favore della loro causa.

Per fortuna che buona parte del mondo arabo ed islamico ne ha preso le distanze e coopera per arginare con forza questa nuova recrudescenza terroristica. Il Presidente USA, Barak Obama ieri notte ha deciso di ripercorrere la strada già percorsa a suo tempo dagli Stati Uniti e forze Nato nell’annientare il terrorismo islamico.

Mi auguro davvero invece che la storia sia una buona maestra e faccia capire ai terroristi islamici che le proprie ragioni non sono perseguibili con la forza del terrore e del sangue, ma che per avere effetti duraturi si persegua invece la strada della mediazione diplomatica e la cooperazione fra popoli. Mi auguro che la preghiera di Pace che il Santo Padre ha promosso a luglio fra le diverse opposizioni di Israele possa essere estesa anche a quel mondo islamico che invece al momento cerca nei cristiani prima, e nel mondo occidentale tutto poi, il nemico da abbattere.

Nel mondo del terzo millennio non ci dovrebbe essere più spazio per un nuovo 11 settembre.

©Futuro Europa®

[Ndr – L’autrice dell’articolo è Presidente dell’Associazione 11 settembre, membro di ASSOFORUM e Coordinatore Regione Lazio dei Popolari per l’Italia]

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