Napoletans (Film, 2011)

Luigi Russo, classe 1970, attore, mimo, clown, regista teatrale e televisivo, collaboratore di Vanzina e Oldoini, debutta alla regia cinematografica con Napoletans. Omonimo di Luigi Russo, regista di commedie erotiche anni Settanta. Luciano Martino pesca a piene mani (per non dire copia) da L’infermiera di notte di Mariano Laurenti e Francesco Milizia, ma la sceneggiatura di Sergio Martino e Luca Biglione non riesce ad attualizzare in salsa partenopea un classico della commedia sexy. Dispiace non vedere nei titoli di testa e di coda neppure un cenno al film originale, di cui Napoletans è un vero e proprio remake non dichiarato. Se ne accorge la critica più attenta – Paolo Mereghetti in testa – che lo stronca senza pietà, definendolo “un remake pedissequo che stona con l’ambientazione contemporanea, mentre i nuovi protagonisti non legano neppure le scarpe al cast originale”. In ogni caso è un film che passa inosservato ovunque, tranne in Campania dove fa buoni incassi, sia per l’ambientazione che per regista e interpreti, piuttosto noti nella realtà napoletana. Cinepanettone partenopeo, così lo presenta il suo autore, ma non rende omaggio a chi copia.

L’azione si svolge a Baia – piccolo centro affacciato sul golfo di Napoli – tra musica e colore partenopeo, fotografia da cartolina e sequenze girate sulla splendida costa rocciosa. Maurizio Casagrande interpreta il ruolo del dentista che fu di Lino Banfi, Massimo Ceccherini è lo strampalato nipote odontotecnico che fa rimpiangere non poco Alvaro Vitali, ma soprattutto l’inespressiva Nina Senicar grida vendetta nella parte dell’infermiera che fu di Gloria Guida. La storia è risaputa. La famiglia del dentista accoglie in casa un finto zio (Giacomo Rizzo) nella speranza di ereditare la sua presunta fortuna, in realtà ospita un truffatore a caccia di un diamante nascosto nel lampadario. Storia d’amore collaterale tra l’infermiera chiamata ad accudire lo zio e il figlio del dentista, come nel film originale. Variazioni sul tema con la sottotrama di Andrea Roncato, preside invaghito di una porno professoressa (Francesca Ceci) che pubblica filmini hard su Internet. Il finale è più che scontato: diamante ritrovato, ragazzi innamorati, truffatori in galera.

Napoletans si propone l’obiettivo ambizioso di citare la commedia sexy, un genere importante del nostro cinema, ma fallisce miseramente. Gli attori sono modesti, la sceneggiatura non ha ritmo, le parti sexy non sono né comiche né maliziose, la storia sa di già visto. Il regista cita la Tabaccaia (Susy Del Giudice) di felliniana memoria, rivisitata anche in Acapulco prima spiaggia a sinistra di Sergio Martino, amante focosa prima di Casagrande, poi di Roncato. Immortala Nina Senicar vestita da sexy Babbo Natale per le strade della città, ma anche in bicicletta durante una parte onirica in cui Casagrande la immagina vestita con un perizoma rosso fuoco. Qui siamo dalle parti di W la foca! di Nando Cicero (Lory Del Santo in bicicletta), ma anche de L’affittacamere di Mariano Laurenti (Gloria Guida in motorino). La citazione più riuscita è una lunga doccia di Nina Senicar, attualizzata ai tempi di Internet, spiata non dal buco della chiave ma con telecamera a circuito chiuso collegata a un computer. Modernità a parte, niente a che vedere con la sensualità delle docce interpretate da Gloria Guida, ché anche a spogliarsi davanti alla macchina da presa ci vuole classe. Nina Senicar è la presenza più fastidiosa del film: recita in un pessimo italiano, è inespressiva, ha la sensualità di un pesce lesso… non basta la bellezza (unica dote) per fare un’attrice. Interpretazioni simili impongono una rivalutazione doverosa delle vecchie attrici che hanno reso grande la commedia sexy: Gloria Guida, Edwige Fenech, Orchidea De Santis, Carmen Villani non erano soltanto belle presenze, sapevano anche recitare, cantare e danzare. Stendiamo un pietoso velo su Maurizio Battista, comico napoletano nazionalpopolare, più a suo agio in televisione e nell’avanspettacolo che al cinema. Meglio Giacomo Rizzo, esperto di commedie erotiche d’altri tempi, ma anche interprete di cinema alto guidato da Paolo Sorrentino (L’amico di famiglia).

Il regista cita anche il filone sexy scolastico con le figure del preside allupato e della porno professoressa, ma lo fa senza convinzione, con poche sequenze avulse dal contesto che sembrano far parte di un’altra storia. La trovata più divertente della pellicola è il cane scorreggione, che prende il posto di Ermelinda De Felice, cameriera incontinente nel film originale. Tutto molto modesto. Una spruzzatina critica nei confronti di buddismo e riti orientali, un vigile trash (Nando Paone) che narra la conclusione degli eventi, un minimo di comicità slapstick. Nient’altro.

Napolitans è una commedia anonima, priva di tensione narrativa, scontata, girata con ritmi e tecnica televisiva. Tutto fa rimpiangere l’originale, persino la pessima colonna sonora a base di musica napoletana corretta in salsa brasiliana. Al confronto La musica è… di Calabrese – Ferrio diventa un pezzo da notte degli Oscar.

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Regia: Luigi Russo. Soggetto: Luciano Martino. Sceneggiatura: Sergio Martino, Luca Biglione. Fotografia: Federico Del Zoppo. Montaggio: Giuseppe Pagano. Musiche. Franco Eco. Scenografia: Massimiliano Mereu. Suono: Fabio Ancillai. Costumi: Maddalena Marciano. Trucco: Daniela Luzzi. Produzione: Dania Film, Surf Film, Comedy Movie. Distribuzione: Andrea Iervolino Entertainment. Interpreti: Maurizio Casagrande, Massimo Ceccherini, Nina Senicar, Giacomo Rizzo, Andrea Roncato, Nando Paone, Susy Del Giudice, Sebastiano Lo Monaco, Cosetta Turco, Paola Lavini, Renato Paioli, Nunzia Schiano, Maurizio Battista, Margherita Di Rauso, Mattia Civitati, Francesca Ceci.

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”] 

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