“Supernotes” diventa un film e sbarca in USA

Luigi Carletti, giornalista di carta stampata e multimediale, è uno scrittore con la esse maiuscola, razza che in Italia credevo estinta. Alla larga dai comunisti (2006) era un intenso romanzo di formazione ambientato in una città di mare sferzata dai venti di scirocco e libeccio. Lo schiaffo (2008) è la storia di Eddy Della Nave, regista di origini elbane che sfonda nel mondo del cinema a cinquant’anni e vede cambiare la sua vita. Luigi Carletti è passato da Baldini & Castoldi a Mondadori e il suo ultimo romanzo Supernotes sta facendo un certo scalpore. Scritto a quattro mani dall’autore toscano con un fantomatico Agente Kasper, nome che copre un ex carabiniere, agente dei servizi segreti e dei Ros, pilota d’aereo, esperto di arti marziali, armi, esplosivi, protagonista di clamorose operazioni contro la criminalità internazionale. Supernotes non è un Segretissimo, un’opera di fiction di pronto consumo, ma cronaca nuda e cruda, storia di vita vissuta.

Luigi Carletti – maremmano a metà strada tra Piombino e l’Elba – ci racconta il suo momento magico, perché Supernotes è stato comprato da un editore nordamericano e presto diventerà un film. “Supernotes racconta una vicenda realmente accaduta. Perciò la soddisfazione è duplice: perché Supernotes esce negli Stati Uniti come libro e perché ne verrà fatto un film. Soddisfazione aumentata dal fatto che c’è un’America che non rinuncia a sapere e a capire. Tutto questo mentre le istituzioni italiane – afferma Carletti – non hanno detto una parola sull’incredibile vicenda dell’Agente Kasper. Silenzio tombale, mentre il romanzo sta uscendo in tutto il mondo. È già stato pubblicato in Francia e Spagna. Nei prossimi giorni uscirà in Portogallo. A seguire in Gran Bretagna, Olanda, Turchia, Brasile e altri paesi ancora. Speriamo che prima o dopo qualcuno abbia il coraggio e l’onestà di spiegare all’opinione pubblica perché un italiano è stato lasciato solo per 373 giorni in un campo di concentramento cambogiano”. Fin qui le dichiarazioni dello scrittore.

Alexandra Milchan ha acquistato i diritti cinematografici del romanzo, produttrice di The Wolf of Wall Street, diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo Di Caprio, figlia di Arnon Milchan che realizzò C’era una volta in America di Sergio Leone. Le prospettive di successo ci sono tutte. “L’inferno esiste e io ci sono stato. Mi hanno sequestrato, imprigionato e torturato. Prigioniero per trecentosettantatre giorni. Hanno tentato di farmi sparire nel nulla. Con me dovevano sparire anche i risultati del mio lavoro. Un’indagine lunga e difficile. Con un nome che forse non dice molto ma significa moltissimo: supernotes”, scrive l’Agente Kasper, protagonista del racconto narrato con stile piano e scorrevole, con la tecnica del best-seller.

“Ho conosciuto Kasper vent’anni fa. Era un pilota dell’Alitalia. Viaggiava su una Porsche con due pistole e un fucile d’assalto nascosti sotto i sedili. Aveva sulla testa una taglia di un milione di dollari, ma non poteva avere la scorta”, ricorda Carletti. Un caso oscuro il suo, ignorato dai media, coperto da stampa e televisioni, perché forse troppo delicato, persino incredibile. L’Agente Kasper è la prova vivente che i campi di concentramento esistono ancora, almeno in Cambogia, dove lui ricorda di aver trascorso 13 mesi da prigioniero. Un ex carabiniere italiano rapito e nascosto, perché insieme a lui sparissero i risultati di un’indagine chiamata supernotes, un codice che è diventato il titolo di uno straordinario romanzo verità.

La storia parte dalla cattura dell’agente segreto, avvenuta nel 2008 in Cambogia, prosegue con la prigionia in una caserma, in un ospedale – lager, quindi nel vero e proprio campo di concentramento di Prey Sar, dalle parti di Phnom Penh. L’Agente Kasper paga con la privazione della libertà un segreto terribile, una rete di dollari falsificati per milioni e milioni di biglietti da cento, un segreto chiamato supernotes. Luigi Carletti e l’Agente Kasper mettono insieme i ricordi di una pericolosa indagine, descrivono prigionia, sofferenze e torture, componendo un romanzo avvincente, ricco di dialoghi e di azione, scritto con stile da consumato sceneggiatore. Una spy-story che ha qualcosa in più rispetto ai romanzi polizieschi stile 007, perché l’oggetto della narrazione è vita vissuta, inserito in una scenografia che fa da sottofondo storico – politico. Il lettore ripercorre la nascita di Gladio, le fughe dei neofascisti in America Latina, il piano per eliminare gli uomini di Nelson Mandela in Europa, la guerra dei Balcani, il legame stretto tra i servizi segreti italiani e la CIA. Luigi Carletti pubblica il suo lavoro più maturo, dopo alcune storie minimaliste di grande spessore e alcuni gialli ben confezionati (Prigione con piscina, Cadavere squisito). Consigliato per chi ama i romanzi di spionaggio, il poliziesco all’italiana e la realtà romanzesca. E senza contare che presto lo vedremo al cinema.

L’ultimo racconto di Luigi Carletti lo trovate in apertura della  raccolta Piombino in giallo (Il Foglio Letterario).

©Futuro Europa®

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