Politici in TV

TgCom24 del 3 aprile parla del nuovo arresto dell’ex parlamentare del PdL, Nicola Cosentino. Questa volta per “un’inchiesta sulla vendita di carburanti nella provincia di Caserta”. “I carabinieri di Caserta hanno arrestato l’ex parlamentare del Pdl Nicola Cosentino: per lui le accuse sono di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica. Nella stessa operazione sono stati arrestati anche i fratelli di Cosentino, Giovanni e Antonio. L’indagine è partita nel 2011 dalla denuncia del titolare di una stazione di servizio: Nicola Cosentino insieme ai fratelli, attraverso l’attività svolta dalle società ‘Aversana Petroli’, ‘Aversana Gas’ e ‘IP Service’, e con l’aiuto di dirigenti pubblici e di funzionari della società petrolifera Kuwait Petroleum Italia (Q8), avrebbero ottenuto illecitamente il rilascio di permessi e licenze per la costruzione nuovi impianti”.

“Inoltre –  continua il TgCom24 – sempre grazie alla medesima rete di conoscenze e amicizie avrebbero, attraverso atti amministrativi illegittimi, impedito o rallentato la creazione di altri impianti da parte di società concorrenti. L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, emessa dal gip di Napoli su richiesta dei pm Antonello Arbituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio, fa parte di un insieme di 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, tra cui Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi”. Un intreccio perverso tra politica, amministrazione e camorra che lascia i brividi. “Nicola Cosentino ed i fratelli Antonio e Giovanni sono destinatari con altre tre persone, Michele Sagliocchi, Pasquale e Antonio Zagaria, di un’ordinanza di custodia cautelare  – conclude il servizio di TgCom24 – in carcere. I due Zagaria, fratelli del superboss dei Casalesi Michele, erano già detenuti”.

Sul quotidiano Il Giornale, un articolo critico sulle “trasmissioni Telekabul” (RaiTre), in particolare, ma anche di Ballarò, in rapporto al punto di vista, su di esse, del nuovo Premier Matteo Renzi. “Sotto osservazione renziana, da mesi, c’è Telekabul, la rete in quota Pd ancora guidata (struttura, tg, conduzioni) da professionisti più legati alla stagione Bersani-Letta che non a quella Renzi”: così Il Giornale. “La visione del Tg3 spesso provoca contorcimenti nel cerchio magico del premier, che tiene la pratica Rai ancora in un cassetto, impegnato con dossier più urgenti (riforma del Senato, Def, Jobs Act). I pretoriani di Renzi in materia Rai sono i due deputati Michele Anzaldi, membro della Vigilanza Rai, e Lorenza Bonaccorsi, componente della commissione Telecomunicazioni. Saranno partite da lì le telefonate di fuoco, dirette a Viale Mazzini, di cui scrive Dagospia?”. Renzi criticherebbe, secondo queste indiscrezioni giornalistiche, “il trattamento, giudicato troppo critico dai vertici del Nazareno, riservato da Floris alla riforma renziana del Senato, demolita in apertura di programma (che, per la verità, esordiva con un’intervista proprio a Renzi) da Elisabetta Rubini, avvocato e componente di «Libertà e Giustizia», l’associazione di intellettuali anti Renzi”.

Maurizio Belpietro, ne La Telefonata del 3 aprile, intervista Pippo Civati, già candidato alle Primarie del Pd che hanno lanciato Matteo Renzi. “Lei è considerato uno dei contestatori della linea di Renzi” dice Belpietro aprendo l’intervista. “Dentro il PD, in realtà, Renzi è invincibile. Ha un largo consenso, anche le minoranze rappresentate da Cuperlo, D’Alema e i Giovani Turchi – dice Civati – hanno deciso di sostenerlo. Mi permetto solo di segnalare che alcune cose si potrebbero fare molto meglio di come le stiamo facendo. Le legge elettorale è una legge con un sacco di difetti, che tutti declinano ma che alla Camera l’abbiamo votata perché c’era questo patto inossidabile con Silvio Berlusconi. Le riforma del Senato a me non piace molto. Ho proposto di ridurre il numero dei parlamentari e delle indennità, questo si potrebbe fare da subito, rinunciare al finanziamento pubblico dei partiti, il Senato deve essere una Camera di controllo e non più di consenso. Così com’è concepita la riforma il Senato diventa un dopolavoro del fine settimana. Le scadenze giudiziarie di Berlusconi, inoltre, incombono sugli equilibri politici, in quanto il centrodestra si sta riorganizzando e per Renzi l’asse con Berlusconi sta diventando pesante”.

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