Italia delle Regioni
In Conferenza Unificata Stato-Regioni e Enti Locali, rinnovabili e inclusione delle persone con disabilità al centro dei lavori. Via libera al Modello Unico per semplificare gli impianti da fonti rinnovabili. Parere favorevole anche al riparto di 5,2 milioni di euro per l’inclusione di persone sorde e con ipoacusia.
Ricordiamo che la Conferenza Unificata è l’organo istituzionale italiano in cui il Governo, le Regioni e gli Enti locali, Comuni, Province e Città Metropolitane, si riuniscono. Istituita nel 1997, è la sede in cui si raggiungono le intese e gli accordi su materie e compiti di interesse comune, favorendo la leale collaborazione tra lo Stato e il sistema delle autonomie.
Le semplificazioni per gli impianti da fonti rinnovabili e le politiche per l’inclusione delle persone con disabilità sono stati tra i temi principali affrontati nel corso della Conferenza Unificata, a cui ha partecipato il vicepresidente di Anci Roberto Pella. Sul fronte della transizione energetica, l’Anci ha espresso intesa sullo schema di decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica che adotta il “Modello Unico” per la trasmissione delle informazioni relative agli impianti da fonti rinnovabili in regime di attività libera, parte della milestone PNRR.
Nel dare il parere favorevole, l’Associazione dei Comuni ha apprezzato il recepimento di diverse osservazioni tecniche, tra cui la definizione di un regime transitorio per gli impianti già in esercizio e il chiarimento sul coordinamento tra le diverse parti del Modello. Tuttavia, l’Anci ha formulato specifiche raccomandazioni, sottolineando l’esigenza – da un lato – di non introdurre incombenze per la filiera e i cittadini, non previste dalla semplificazione del regime di attività libera e a regime prevedere comunicazione e piena interoperabilità tra il SUER Sportello Unico per le Energie Rinnovabili e altre piattaforme esistenti come quella del Gestore Servizi Energetici GSE, dall’altro di garantire ai Comuni l’effettiva disponibilità di informazioni aggiornate e sistematiche sulle installazioni realizzate sul proprio territorio, necessarie per le funzioni di pianificazione energetica e monitoraggio.
Particolare attenzione è stata rivolta agli impianti agrivoltaici: data la competenza comunale nelle verifiche sul mantenimento dei requisiti agricoli, l’Anci ha richiesto modalità idonee a garantire agli enti locali l’accesso alla documentazione tecnica necessaria per l’esercizio delle attività di controllo. Il Ministero ha confermato la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto dedicato per lo sviluppo delle funzionalità della piattaforma SUER, Sportello Unico per le Energie Rinnovabili, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzata in collaborazione con il GSE.
La piattaforma semplifica l’invio e il monitoraggio delle istanze per gli impianti FER Fonti di Energia Rinnovabile. Gli impianti FER sono tutti i sistemi che generano energia utilizzando risorse naturali e non esauribili, come il sole, il vento, l’acqua, il calore della terra e le biomasse da parte degli Operatori e supporta gli Enti Procedenti nel percorso di digitalizzazione dei procedimenti autorizzativi. Uno strumento concreto per accelerare lo sviluppo energetico del Paese.
In merito al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole al decreto che ripartisce 5,2 milioni di euro per l’anno 2026, destinati a interventi per la piena inclusione sociale delle persone sorde e con ipoacusia. Il provvedimento consente alle Regioni, nell’ambito della programmazione territoriale, di avvalersi della collaborazione delle Autonomie locali e del Terzo settore, includendo anche progetti “atipici” finalizzati al progetto di vita.
Le Regioni chiedono di sbloccare 90 milioni di euro per i Centri per l’impiego. Va individuata una soluzione amministrativa, contabile o normativa per sbloccare i 90 milioni di euro che spettano alle Regioni per attuare le politiche del lavoro sui territori. Le risorse sono attese dal 2025 e riguardano, per 70 milioni, il funzionamento dei Centri per l’impiego e il rafforzamento dei relativi organici, e per altri 20 milioni le politiche attive rivolte ai giovani.
Il ritardo nell’erogazione non è imputabile alle Regioni, che temono di subire conseguenze simili anche per il riparto degli anni successivi, con grave pregiudizio per i servizi ai cittadini. Viene contestata in particolare la mancata adozione dei decreti di riparto delle risorse 2025 previste ai commi 85 e 86 dell’art. 1 della legge n. 234/2021. Così, la Conferenza delle Regioni ha formalizzato il 7 luglio la richiesta al Ministero dell’Economia e al Ministero del Lavoro di verificare se i decreti possano essere comunque adottati oppure se sia possibile inserire nel primo provvedimento utile una norma che salvi le risorse 2025 e ne consenta il trasferimento nel 2026. In generale, la Conferenza chiede di definire per il futuro tempi certi, evitando che la stessa situazione si ripeta.
“Il punto è semplice: risorse previste dalla legge per servizi essenziali rischiano di non arrivare alle Regioni per ritardi procedurali interni allo Stato”, ha chiarito il coordinatore della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni e assessore alla Regione Toscana, Alberto Lenzi. “Le Regioni non hanno causato questi ritardi e non possono subirne le conseguenze. Senza queste risorse, si mette in difficoltà il funzionamento dei Centri per l’impiego e l’attuazione delle politiche attive del lavoro”, ha concluso.
©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione
