Economia

Le mire di Trump su Cuba

La situazione a Cuba e le mire colonialistiche di Trump. La portata della crisi economica cubana alla luce delle sanzioni inflitte dagli Stati Uniti che hanno aggravato la situazione.

La situazione economica a Cuba – A livello economico, Cuba è in una situazione di pre-coma, caratterizzata da un disavanzo tra entrate e spesa pubblica insostenibile, pari a circa il 12% del PIL, derivante anche dalla necessità di mantenere in vita artificialmente un comparto produttivo statale del tutto inefficiente. Il problema è che questo disavanzo alimenta un debito pubblico crescente, che necessita di essere finanziato con l’emissione di nuova moneta. Il che però alimenta a sua volta un’inflazione che ufficialmente è del 25%, ma che nella realtà, considerando anche il mercato nero della valuta, arriva al 70% annuo.

Le sanzioni americane – Non c’è dubbio che il deterioramento dell’economia cubana sia stato fortemente accelerato da tre sanzioni americane, che hanno levato il respiro all’isola. La prima ha riguardato il reinserimento di Cuba nella lista statunitense degli Stati sponsor del terrorismo, fattore che ha precluso all’isola l’accesso ai finanziamenti degli istituti di credito internazionali. La seconda ha riguardato invece l’embargo energetico stabilito dall’amministrazione americana. Infatti, la minaccia di dazi a carico di quei Paesi che avessero esportato combustibile e petrolio verso Cuba ha privato l’isola di gran parte delle sue fonti energetiche. Basterà ricordare a questo proposito che con il cambio di regime in Venezuela, Cuba ha perso il 50% delle fonti di combustibile e che, dall’inizio dell’embargo, una sola petroliera russa è riuscita a raggiungere l’isola. La conseguenza di questa morsa sono continui blackout che annichiliscono la popolazione, bloccano il comparto produttivo e paralizzano i trasporti. La terza sanzione, forse la più invasiva, è connessa al decreto esecutivo con il quale l’amministrazione americana ha previsto, dal 6 giugno 2026, il congelamento di tutti i beni sul territorio americano di qualsiasi azienda o privato che intrattenga affari con il governo cubano. La conseguenza è stata la sospensione dell’attività a Cuba delle grandi catene alberghiere spagnole, l’interruzione dei pagamenti effettuati attraverso Visa e Mastercard, la sospensione dei voli verso l’isola di Iberia, Air France, Air Canada ed altre società aeree.

Conclusioni – Senza voler difendere il regime castrista, probabilmente corrotto e indifendibile, rimangono serissimi dubbi sul fatto che, a Trump e a Rubio, stiano particolarmente a cuore le sorti ed il benessere del popolo cubano. Come si fatica a credere che lo strangolamento dell’isola sia stato attivato dagli Stati Uniti come misura di difesa a seguito del presunto acquisto da parte di Cuba di droni iraniani in grado di minacciare la base americana di Guantanamo. Molto più probabilmente l’intento è duplice: da una parte, rendere Cuba una sorta di colonia turistica dipendente militarmente ed economicamente in toto dagli Stati Uniti; dall’altro, appagare le mire espansionistiche di Trump e del suo inseparabile iper-ego, entrambi frustrati dal brusco calo dei consensi interni.

[NdR – Fonte Teleborsa.it che si ringrazia per la collaborazione – Andrea Ferretti è docente al corso di Gestione delle Imprese Familiari – Università di Verona]

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