Italia delle Regioni
Finanza locale, i comuni dell’Anci sul Decreto Pubblica Amministrazione: “Bene il superamento dei vincoli sul personale, ora occorre completare il percorso”. Il presidente del Consiglio nazionale Anci e sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, nella recente audizione alla Camera: “Servono risposte su dissesto, risorse PNRR per inclusione e disabilità, Protezione civile e strumenti più adeguati per i Comuni”.
“Accogliamo positivamente il recepimento nel decreto PA di importanti misure più volte sollecitate dall’Anci, a partire all’abrogazione del tetto storico della spesa di personale per le assunzioni a tempo indeterminato e alla possibilità di assicurare la prosecuzione degli investimenti relativi alle cosiddette piccole e medie opere. Tuttavia, è necessario completare il percorso, intervenendo sulle criticità ancora aperte”. Lo ha detto Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, intervenendo in audizione presso le Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera sul decreto PA. “L’obiettivo – ha spiegato Fioravanti – è completare le innovazioni già contenute nel decreto, superare alcune criticità emerse nella loro applicazione e offrire agli enti strumenti più adeguati alle responsabilità che sono chiamati quotidianamente ad esercitare”.
Tra le richieste di intervento, il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci ha ricordato “le disposizioni relative al dissesto finanziario, che rispondono soltanto parzialmente alle richieste avanzate dall’Anci. È necessario intervenire – ha sottolineato – proseguendo verso una revisione più organica e omogenea del Testo unico degli enti locali”.
Fioravanti ha poi richiamato l’attenzione “sulle maggiori risorse previste per compensare il definanziamento di parte delle misure Pnrr in materia di inclusione sociale, Housing First e servizi destinati alle persone con disabilità. Accogliamo positivamente questa previsione, ma occorre assicurare che le risorse garantiscano tutte le opere e i servizi già avviati, anche alla luce delle numerose lettere di revoca ricevute in questi giorni dai soggetti attuatori”.
Per quanto riguarda la Protezione civile, il sindaco di Ascoli Piceno è tornato a chiedere “di superare l’attuale termine di 20 giorni per il riconoscimento delle spese di somma urgenza. È incompatibile con le dinamiche dell’emergenza. Anci propone di elevarlo a 60 giorni dalla dichiarazione dello stato di emergenza e, in assenza della dichiarazione, a 180 giorni dall’avvio dell’intervento”.
Al termine dell’audizione, Anci ha presentato un pacchetto di proposte emendative al decreto che riguardano le altre questioni aperte, tra cui gli incarichi dirigenziali ex articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali, Il trattamento economico accessorio, l’utilizzo delle economie del Fondo piccoli Comuni, i servizi di tesoreria comunale, le misure per le Unioni di Comuni e la facoltà di istituzione dell’imposta di soggiorno per tutti i Comuni.
Nell’ambito della Sanità regionale per la lotta ai tumori è stata finanziata la prevenzione delle Regioni. Con due provvedimenti approvati in Conferenza Stato-Regioni, sono state destinate nuove risorse a sostegno della prevenzione, attraverso gli screening polmonari e le attività del Registro nazionale tumori. Il primo provvedimento stabilisce i criteri e le modalità di riparto delle risorse destinate ai 18 centri della Rete italiana screening polmonare (RISP) presenti in 15 Regioni: complessivamente 1 milione e 200 mila euro che serviranno a eseguire la diagnosi precoce del tumore al polmone e a sostenere la prevenzione primaria della dipendenza da fumo nei soggetti ad alto rischio. Le risorse sono assegnate nei termini di 400 mila euro per il 2026 e 600 mila euro per il 2027, sulla base del numero di soggetti reclutabili nel territorio di riferimento.
Il provvedimento aggiorna inoltre l’elenco dei centri che costituiscono la Rete RISP nelle Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto e nella Provincia autonoma di Trento.
All’Istituto nazionale tumori di Milano (INT-IRCCS), che coordina la RISP, sono destinati 200 mila euro per il miglioramento e la verifica della qualità e della completezza dei dati raccolti e per la prosecuzione delle attività di coordinamento e monitoraggio nazionale.
La seconda intesa Stato-Regioni, relativa al Registro nazionale tumori, consente di procedere al riparto tra le Regioni di 500 mila euro per gli anni 2025 e 2026 e di 1 milione di euro per il 2027. In questo caso si tiene conto di una quota fissa, determinata in base alla popolazione residente in ciascuna Regione sulla scorta dell’ultimo censimento Istat, e di una quota di finanziamento variabile stabilita sulla base dell’ultima stima dei casi prevalenti di tumore.
Il Registro nazionale tumori svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio dell’incidenza dei tumori, nel supporto alle attività di prevenzione e nell’orientamento della ricerca.
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