Cultura

Il sentiero azzurro (Film, 2025)

Prima di tutto diamo a Cesare quel che è di Cesare. Non mi si dica che il regista Gabriel Mascaro non conosceva I viaggiatori della sera – romanzo di Umberto Simonetta del 1976, portato al cinema nel 1979 da Ugo Tognazzi, anche interprete con una stupenda Ornella Vanoni – perché non ci credo. Il punto di partenza è identico, solo che la storia è ambientata in un Brasile del futuro (distopico, dicono quelli che parlano bene), ma la storia della società che vuol fare a meno degli anziani confinandoli in un’ipotetica colonia – in realtà sopprimendoli – non cambia di una virgola. Poche cose modificate, nel romanzo di Simonetta si parlava di una crociera e gli anziani erano i cinquantenni, mentre Gabriel Mascaro fa partire i settantenni per la vacanza obbligata.

Protagonista del film l’anziana Tereza (Weinberg) che di anni ne ha già settantadue ed è pure in ritardo per il progetto di rilancio economico che prevede i giovani impegnati nel lavoro e i vecchi in colonia. Tereza cerca di fuggire al suo destino, il sogno della sua vita sarebbe quello di volare, in ogni caso di viaggiare, in parte riesce a compierlo, accompagnando lo spettatore in un lungo navigare sulle acque del Rio delle Amazzoni. Gli incontri di Tereza sono la parte originale del film, tra il giovane Cadu (Santoro) e la finta suora Roberta (Socarras), senza dimenticare Ludemir (Adanilo), che aiutano l’anziana a non partire per la colonia, a compiere la sua fuga verso la libertà.

Formato quadrato, fotografia stupenda di un Brasile selvaggio – tra alagados e fiume – curata da Garza, montaggio da cinema d’autore di Guzmán e Sepúlveda (85’ di pure immagini), musiche etniche coinvolgenti di Guerra, scenografie sontuose di Barreto. Bravissima e ispirata l’attrice principale – Denise Weinberg – che reca su solidi spalle di consumata interprete di prosa l’intera parte drammatica. Orso d’argento a Berlino (Gran Premio della Giuria), che se Umberto Simonetta fosse ancora vivo sentirebbe anche un po’ suo. In ogni caso un film da vedere, anche se è una scorrettezza – ai limiti del plagio – non aver citato la fonte di ispirazione nei titoli di testa o di coda, alla voce soggetto.

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Regia: Gabriel Mascaro. Soggetto e Sceneggiatura: Gabriel Mascaro, Tibério Azul. Fotografia: Guillermo Garza. Montaggio: Omar Guzmán, Sebástian Sepúlveda.  Musiche: Memo Guerra. Scenografia: Dayse Barreto. Paesi di Produzione: Brasile, Messico, Cile, Paesi Bassi. Produttori: Rachel Daisy Ellis, Murilio Hauser. Case di Produzione: Desvia, Cinevinay, Quijote Films, Viking Film. Distribuzione (Italia): Officine Ubu. Genere: Fantastico, Drammatico. Titolo originale: O último azul. Interpreti: Denise Weinberg (Tereza), Rodrigo Santoro (Cadu), Miriam Socarrás (Roberta), Adanilo (Ludemir).

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