Gli ultimi eroi di Guido Morselli

Guido Morselli è uno dei casi più strani della letteratura italiana o, meglio, non lo è più di tanto, perché non è un autore commerciale e non ha mai avuto un carattere semplice, ergo non veniva pubblicato, preferendo autori più leggeri, con poche cose da dire ma vendibili e più malleabili da un punto di vista caratteriale. Storia vecchia che si ripete anche oggi, basta guardarsi in giro e vedere che cosa propongono in vetrina le nostre librerie.

Tutti i suoi romanzi migliori (Il comunista, Roma senza papa, Dissipatio H.G., Contro-passato), sono usciti dopo il 1973, anno della sua morte (aveva 62 anni) per suicidio, autore postumo per antonomasia, outsider in vita come in morte, ché non sarà mai un campione di vendite. L’ultimo rifiuto è la goccia che fa traboccare il vaso (già colmo) del povero Morselli, che – pur perdonando tutti – non riesce a perdonare sé stesso di non avercela fatta a farsi capire.

Vive in provincia Morselli, sul Lago di Varese, scrive molto, non solo romanzi, anche articoli per il quotidiano locale, racconti, progetti per il teatro, sceneggiature, materiale che ritroviamo in questa raccolta de Il Saggiatore (Gli ultimi eroi, Euro 29,00, pp. 630) che definirei meritoria. Morselli ha uno stile personale e un’indipendenza di giudizio difficili da trovare, fuori dalle mode e lontani da ogni possibile compiacimento a quel che il pubblico vorrebbe sentirsi dire. Racconti e romanzi che sono una via di mezzo tra il saggio filosofico, la cronaca e la narrazione pura, dove la fantasia si abbevera sempre alla fonte della realtà. Morselli resta un magnifico dilettante, come avrebbe voluto essere chiamato, un dilettante di razza, molto professionale, eccentrico, poliedrico, diverso da tutti, uguale solo a sé stesso.

La raccolta che va sotto il titolo de Gli ultimi eroi merita una lettura per capire molti temi narrativi di Morselli e apprezzare in nuce tematiche che sono sviluppate meglio nei romanzi. Facciamo alcuni esempi. Il grande incontro ipotizza un surreale colloquio tra Stalin e Papa Pio XII in Vaticano; Fantasia con moralità anticipa molte tematiche di Dissipatio H.G., si compone di una parte narrativa e di una critica, inoltre mette in scena l’angoscia per la morte umana; La voce è un dialogo fantastico tra Pinelli e il commissario Calabresi, forse scritto un anno prima della morte; Sono sana anticipa il romanzo Brave borghesi e vede protagonista una donna frigida, solitaria e antimondana; Mondo su mondo sono riflessioni su turismo e consumismo, passando per la protezione del paesaggio; Ho dirottato sul guardrail racconta la storia di una donna che provoca un incidente per farsi considerare da un marito assente.

Racconti che spesso sono piccoli saggi e articoli, riflessioni, in certi casi sceneggiature teatrali mai rappresentate, soggetti e lavori del tutto inediti. Edizione molto buona, giustificato il prezzo di euro 29,00 per 630 pagine accompagnate da saggi critici, curati da Giorgio Galetto, Fabio Pierangeli e Linda Terziroli. Allegato centrale in carta patinata con le riproduzioni dei manoscritti autografi di Morselli, vergati con scrittura rapida e nervosa, piena zeppa di cancellature, note a margine e riscritture.

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