Italia delle Regioni

Per i Beni culturali, Roberto Pella: “Riprogrammazione interventi 2024 più equilibrata per territori. Il vicepresidente vicario dell’Associazione dei Comuni Anci è intervenuto anche nella Conferenza sulla finanza pubblica: “Sul DEF da governo e parlamento una riflessione e un impegno ad evitare automatici riflessi restrittivi sugli enti locali del nuovo Patto di stabilità e crescita siglato in sede UE”.

“Come Anci esprimiamo il nostro parere favorevole con soddisfazione alla programmazione degli interventi relativi ai Grandi Progetti Beni culturali che riguarda ben 53 iniziative e la cui distribuzione è sicuramente più equilibrata a livello territoriale”. Come riferisce Giuseppe Pellicanò sul sito Anci,  il vicepresidente vicario di Anci Roberto Pella, è così intervenuto  presso la  Conferenza Unificata, in merito al decreto che stanzia un totale di 173,453 mln di euro per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. “Questa riprogrammazione – ha evidenziato – riguarda beni statali ma anche comunali ed è molto importante che la l’individuazione dei progetti sia stata concordata dai Comuni con le strutture periferiche del Ministero, scegliendo siti molto significativi come il santuario di Oropa dove tra qualche giorno farà tappa il giro d’Italia”.

Pella è poi intervenuto anche nella successiva Conferenza per la finanza pubblica ribadendo la posizione dell’Anci sul DEF 2024. “Esprimiamo il nostro parere favorevole sul provvedimento con senso di responsabilità in riferimento alla situazione dei conti pubblici. Ma sottolineiamo come il Documento non prenda in considerazione le questioni di immediata prospettiva che affliggono Comuni e Città metropolitane. Mi riferisco – ha spiegato Pella – alla assoluta esigenza di fare un bilancio dell’andamento dell’applicazione della perequazione, visto che il nostro è l’unico comparto della P.A. soggetto a tale processo e che a partire dal 2025 per la sua prosecuzione sono necessari o risorse o una completa rivisitazione anche alla luce dei tagli già previsti che accentuano la criticità”.

Da qui la richiesta rivolta “al Governo e al Parlamento di una riflessione e un impegno ad evitare automatici riflessi restrittivi sugli enti locali del nuovo Patto di stabilità e crescita siglato in sede UE. L’ipotesi di imposizione di tetti di spesa agli enti locali appare inapplicabile alla luce dei dati fondamentali dei comparti, dalla quota di spesa pubblica gestita, alle dimensioni del debito e al concorso all’indebitamento netto”, ha concluso Pella.

In ambito delle Regioni italiane, Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore della Regione Friuli-Venezia Giulia, in merito ai “medici gettonisti”, una battaglia vinta la dalla Conferenza: “Accogliamo con soddisfazione che i due emendamenti proposti dalla Conferenza delle Regioni, quello che facilita l’assunzione degli specializzandi e quello che attenua il limite di spesa per il personale medico e sanitario, siano stati accolti dal Parlamento in sede di Commissione Bilancio alla Camera. Entrambi offrono alle aziende del SSN ulteriori strumenti per superare il fenomeno dei medici gettonisti”.

“E’ una battaglia – spiega Fedriga – che abbiamo portato avanti da più di un anno con convinzione per il bene del Servizio Sanitario Nazionale. Per la revisione del decreto PNRR le Regioni hanno trovato anche la positiva collaborazione dei ministeri dell’Economia, della Funzione Pubblica e della Salute. È un passo in avanti importante per eliminare una pratica, quella dei medici gettonisti, che evidenziava solo un problema, quello della carenza di personale sanitario, ma non era di certo la soluzione. Così, invece, si lavora in modo razionale sull’incremento dei medici specializzandi e la loro migliore formazione, al fine di apportare reali tagli alle liste di attesa e innalzare i livelli di assistenza”.

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