Leoni (Film, 2015)

Pietro Parolin scrive e dirige un film che sembra un ordinario prodotto televisivo, una fiction abbastanza inutile, che si salva solo per la presenza di un ottimo interprete come Neri Marcorè. Contributi della Film Commission Veneta e del Centro Sperimentale, girato quasi interamente a Treviso, con esterni in una villa palladiana, tra vicoli cittadini e vita quotidiana che scorre in una ricca provincia imprenditoriale. Altre location: Piombino Dese, Susegana, Belluno e Pordenone.

Gualtiero Cecchin (Marcorè) è figlio di una famiglia influente con aderenze in Vaticano, il padre è stato un grande imprenditore, ma lui non ha lo stesso bernoccolo degli affari e ha mandato in crisi l’azienda paterna. La sua ultima follia è la produzione di crocefissi in plastica riciclata che si rivelano esplosivi al contatto con l’acqua; non solo, per poter avere i soldi necessari alla produzione stringe un patto scellerato con la camorra. Tra i personaggi meno credibili della sceneggiatura il cognato poliziotto di Gualtiero – Alessio Leopardi (Pesce) – la quintessenza dei difetti riconducibile a un solo uomo (sterile, erotomane, perverso, invidioso, geloso), fumettistico nel suo rancore nei confronti di Gualtiero, quando cerca di privarlo della sua eredità. Piera Degli Esposti, invece, è perfetta nel ruolo della madre che manda avanti la casa nel ricordo del marito, nonostante le follie di un figlio incapace, risolvendo ogni tipo di problema grazie alle aderenze vaticane.

Leoni vorrebbe essere un omaggio alla commedia all’italiana, prodotto dal Centro Sperimentale e assegnato al regista vincitore di un bando di concorso. Purtroppo, è un lavoro poco riuscito, il ritmo è televisivo, il montaggio (Vizzini) fiacco, la fotografia (Coassin) anonima, la sceneggiatura (Cristiani e Fazzini) debole, la regia abbastanza ordinaria. Pietro Parolin, al debutto, vince un premio a Roseto, così come Marcorè viene premiato a Yalta come miglior attore, ma il film resta un’opera irrisolta, poco accattivante, sia da un punto di vista comico che di critica sociale. Visibile su RaiPlay.

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Regia: Pietro Parolin. Soggetto e Sceneggiatura: Pietro Parolini, Mario Cristiani, Andrea Fazzini. Fotografia: Luca Coassin. Montaggio: Davide Vizzini. Musiche: Lorenzo Tomio. Scenografia: Mauro Vanzati. Trucco: Arianna Agosti. Casa di Produzione: CSC Production. Produttore Esecutivo: Elisabetta Bruscolini. Distribuzione (Italia): Bolero Film. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2015. Durata: 90’. Genere: Commedia. Interpreti: Neri Marcorè (Gualtiero), Piera Degli Esposti (Mara Cecchin), Stefano Pesce (Alessio Leopardi), Antonio Pennarella (Gennaro), Pierpaolo Spollon (Martino Cecchin), Helene Olivi Borghese (Irinka), Aurora Ruffino (Nina), Cristina D’Alberto (Emma), Anna Dalton (Elisa Cecchin), Andrea Pennacchi (Sorelli), Eugenio Krauss (Bisol), Diego Pagotto (il bidello), Paolo Bessegato (Tiziano Cecchin), Michele de Marchi (vescovo Carli), Luka Koblas (il preside), Stefano Skalkotos (l’imprenditore), Giovanni Morassutti (il commesso del “Compro oro”), Miguel Gobbo Diaz (Nakul), Liyu Jin (Chun Mei), Vittorio Boscolo (Malgaro), Alex Cendron (l’infermiere), Diego de Francesco (Pavan).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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