Kevin Cepparulo: donare sangue rende felici

È nato nel 2003 e vive a Medicina (BO), bravissimo giocatore di ping-pong, ha rappresentato l’Emilia-Romagna nella finale del progetto Tennis TavolOltre a Roma. Parliamo di Kevin Cepparulo, un ragazzo affetto da una forma di autismo nota come sindrome di Asperger ma appena giunto alla maggiore età ha iniziato a donare sangue diventando un esempio per tutti in un momento in cui la raccolta è in continuo calo. Kevin è la dimostrazione di come si possano aiutare gli altri, pur in presenza di differenze che possono diventare anche un valore aggiunto. Oltre ad essersi diplomato con successo, Kevin è animatore e lavora con passione e dedizione con i bambini.

Ciao Kevin, è un grande piacere averti conosciuto, così sei arrivato a fare cinque donazioni di sangue, contento?

Sì, mi sento davvero felice di avere iniziato questo percorso con FIDAS – Federazione Italiana Associazione Donatori di Sangue.

Cinque donazioni non sarebbero, normalmente, una notizia ovviamente, se non fosse che tu sei una persona molto speciale, hai una forma di autismo identificata con la sindrome di Asperger.

È stata una cosa che ho voluto fortemente fare, vedevo tante persone donare sangue, e mi sono chiesto perché non potessi farlo anche io. Il mio sangue è importante, volevo donarlo per tutti quelli che ne hanno bisogno.

Questo dimostra che essere autistici non è un limite, ma si può tranquillamente vivere un’esistenza piena di fatti e interessi come tantissime persone che non hanno questa caratteristica.

Ho sempre amato andare a scuola, imparare cose nuove, trovare nuovi orizzonti e cercare una mia personale ispirazione. Da quando ho iniziato a lavorare, fin dalle elementari, con i miei professori di sostegno, tutto è andato sempre in crescita, proseguendo per le medie e le superiori. Ho interagito con nuovi professori e trovato sempre nuovi amici, riuscendo alla fine a superare anche l’esame di maturità con un grande risultato.

Che percorso scolastico hai seguito?

Quello sanitario, ho imparato tantissime cose sul corpo umano, come con la biologia.

È un segno molto importante che nel tuo percorso non ti abbiano mai fatto sentire ‘diverso’.

Ho seguito la mia strada, imparando sempre cose nuove, quando poi ho conosciuto FIDAS e iniziato a donare sangue è stato come aggiungere qualcosa di ancora più prezioso e importante.

Tutto è filato liscio subito o hai dovuto superare delle difficoltà?

In effetti, ho avuto dei problemi con gli aghi all’inizio, ma facendo pratica tutto ha poi preso la strada giusta e ora vado regolarmente a donare alla Sant’Orsola.

Anche Fedez ha voluto ricordare recentemente come i donatori di sangue siano importantissimi per salvare vite con un gesto di generosità.

Ho visto tutti quelli che lo facevano e ho deciso che li avrei imitati, e il mio sangue mi ha seguito senza paura in questa donazione di sangue e vita per persone che magari non conoscerò mai. Voglio ricordare anche la costante compagnia di un mio amico che sta in cielo e si chiama Luciano, come il nostro presidente Luciano Signorin, il mio amico se ne è andato per problemi al cuore, e voglio dedicargli questa intervista. 

Come vedi il tuo futuro? Quali progetti vuoi realizzare?

In primis voglio diventare il miglior giocatore di tennis tavolo della storia. Ho ammirato i giocatori cinesi così potenti, voglio combattere per vincere ogni partita e campionato cui parteciperò. Portare a casa trofei, ma soprattutto dare sempre il massimo. Poco tempo fa ho partecipato a un torneo molto importante a Imola, dove era presente anche il sindaco, ed è stato un bellissimo successo.

Fantastico, non vediamo l’ora di applaudire le tue future vittorie, allora. A parte lo sport hai altri desideri?

Mi piacerebbe diventare uno scienziato, ma non vorrei impazzire a studiare troppe cose tutte assieme. Per ora voglio aiutare tutte le persone in ogni maniera in cui è possibile farlo a un ragazzo autistico. Mi piace tantissimo lavorare con i ragazzi, durante l’estate opero nei campi estivi di estate ragazzi, i bambini vengono in questi campi solari e vedono quante cose possiamo fare assieme. Ho già collezionato i 4 cappelli passando da aiuto-animatore ad animatore, e realizziamo tutti i nostri personaggi, “Il piccolo principe”, “Don Chisciotte”, dare felicità agli altri è una sensazione bellissima e fa sentire che le persone hanno un potere speciale che può rendere migliore il nostro pianeta Terra. E dobbiamo sempre ricordarci come è importante la nostra famiglia, senza la quale non siamo nessuno.

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