G20 India, passi avanti

La ricerca di una nuova stabilità internazionale, basata su nuovi equilibri che creino un sistema che favorisca la cooperazione, ha fatto certamente un passo avanti con il vertice del G20 dei giorni scorsi.

Il comprensibile integralismo critico degli Ucraini non scalfisce l’esito che a Nuova Delhi è stato raggiunto con una dichiarazione consensuale che, riprendendo il linguaggio già approvato dalle Nazioni Unite, riconosce il principio fondamentale della tutela dell’integrità territoriale degli Stati.

Non è neanche meno trascurabile il fatto che mediatrice del compromesso sia stata l’India che ormai vanta il primato del Paese (democratico e) più popoloso del mondo e il cui sviluppo probabilmente segnerà i tassi di crescita maggiori nei prossimi anni.

Non è possibile, d’altra parte, trascurare che dal 1976, quando nasce il G7, ad oggi gli equilibri mondiali sono fondamentalmente cambiati. La crisi finanziaria del 2008 è stata affrontata con successo solo grazie ad un foro così inclusivo come il G20, un consesso diventato ineludibile se nei prossimi anni si vuole affrontare con ottimismo le grandi sfide della crescita sostenibile, del cambiamento climatico e delle grandi migrazioni.

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