Enola Gay, 6 agosto 1945

Oggi è il triste anniversario del lancio della prima bomba atomica da parte degli Stati Uniti su Hiroshima. Fu necessario? Esistevano altre soluzioni possibili? A settantotto anni di distanza forse siamo ancora senza risposte.

La decisione di lanciare la prima bomba atomica su Hiroshima fu presa dal governo degli Stati Uniti, guidato dal presidente Harry S. Truman e, sicuramente, non fu presa a cuor leggero, considerate le implicazioni anche morali del gesto. Tuttavia, ogni anno, tra i protagonisti della vicenda, uno di loro resta spesso sotto traccia ed è quello di Paul W. Tibbets Jr., il pilota dell’aereo B-29 chiamato Enola Gay, Tibbets fu il comandante dell’attacco.

Il nome dell’aereo venne scelto proprio da Tibbets, ed è quello di sua madre. Nome che venne riportato alla ribalta da un brano musicale degli anni Ottanta, dall’omonimo titolo cantato dagli Orchestral manouvres in the Dark.

Paul W. Tibbets Jr. nacque il 23 febbraio 1915 a Quincy, Illinois. Mostrando un precoce interesse per l’aviazione, si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti nel 1937 e prestò servizio nella United States Army Air Forces durante la Seconda Guerra Mondiale. Tibbets dimostrò un talento eccezionale come pilota e comandante, guadagnandosi rapidamente una reputazione di eccellenza.

La sua figura è stata oggetto di controversia per il suo coinvolgimento nell’attacco atomico. Alcuni ovviamente lo considerano un eroe che ha contribuito a porre fine alla guerra e ha salvato molte vite americane che sarebbero state perse in un’invasione terrestre del Giappone che non aveva assolutamente intenzione di arrendersi nonostante la sconfitta degli alleati italiani e tedeschi. Altri, tuttavia, condannando l’uso della bomba atomica come un atto immorale e inumano, biasimano il comandante di un attacco del quale non poteva non conoscere l’esito.

Quel giorno l’operazione venne realizzata come pianificato e, dopo il lancio della bomba chiamata “Little Boy”, Tibbets dette all’operatore radio, Richard H. Nelson, l’ordine di trasmettere alla base un messaggio comunicando che l’obiettivo primario era stato bombardato visivamente, con buoni risultati, nessuna opposizione dai caccia o dal fuoco della contraerea. Parsons inviò un rapporto dettagliato in codice. Il fungo atomico rimase visibile all’equipaggio per un’altra ora e mezza mentre volavano verso sud.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Paul W. Tibbets Jr. continuò la sua carriera nell’aviazione militare. Servì in varie posizioni di comando e contribuì allo sviluppo dell’aviazione strategica. Tibbets si ritirò dall’aeronautica nel 1966 con il grado di generale di brigata.

Dopo il pensionamento, negli anni Sessanta, Tibbets venne mandato in missione diplomatica dal proprio governo in India, ma venne di fatto costretto a rinunciare dopo le proteste dei partiti locali, contrari alla sua presenza. In un’intervista rilasciata nel 1975, a trent’anni dall’attacco, Tibbets dichiarò di essere orgoglioso di quanto fatto e dichiarò anche di dormire “sonni tranquilli ogni notte”.

Successivamente, nel 2005, riferì a un reporter: “Sapevo quando ricevetti l’incarico che sarebbe stato qualcosa di emotivamente stressante. Abbiamo i sentimenti, ma dobbiamo metterli da parte. Sapevamo che avremmo ucciso persone a destra e a manca, ma il mio unico interesse era di fare il migliore lavoro possibile così da finirla al più presto possibile con quelle uccisioni”.

Nel corso degli anni, Tibbets e l’equipaggio dell’Enola Gay non ebbero fortuna né fama nella memoria storica e popolare. Fu solo nel 1994 che l’equipaggio di Enola Gay tornò alla ribalta ma, ironia della sorte, ciò avvenne a seguito di un progetto dello Smithsonian Institution per utilizzare l’Enola Gay restaurato come oggetto di scena in uno spettacolo horror politico e presentando i giapponesi come vittime piuttosto che aggressori. Il programma venne cancellato quando il pubblico, il Congresso e persino gran parte dei mezzi di informazione si sono uniti al supporto della missione e dell’equipaggio.

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