Marcia su Roma (Docufilm, 2022)

Presentato a Venezia durante le Giornate degli Autori, Marcia su Roma è l’ultima opera documentaria, dal taglio storico-cinefilo, di Mark Cousin, regista irlandese specializzato in interviste ai registi (Lynch, Scorsese, Polanski) e in ricerche legate alla settima arte. Tra le sue opere si ricordano soprattutto la monumentale The Story of Film (15 episodi da sessanta minuti) e Lo sguardo di Orson Welles.

Marcia su Roma parte da un’accurata analisi di A noi, film di propaganda prodotto nel 1923, girato con tre macchine da presa da Umberto Paradisi, documento ufficiale delle radiose giornate che portarono al cosiddetto colpo di Stato fascista. Il regista smonta immagine dopo immagine la ricostruzione gloriosa della marcia, smaschera la finzione scenica, perché la vera marcia venne fatta due giorni prima durante una giornata di pioggia e fango, infine fa capire come fossero pochi i reali partecipanti alla sommossa. Ergo, tutto era già stato preparato nelle segrete stanze del potere da chi reggeva le sorti economiche del paese (industriali e proprietari agricoli) e da una parte della massoneria, con l’ingresso in campo di Mussolini soltanto a cose fatte, dopo l’incarico di formare il governo ottenuto dal Re.

Il momento romanzato del film vede un’ispirata Alba Rohrwacher recitare la parte di una donna della classe operaia che prima esalta il fascismo come il toccasana morale per il paese, ma dopo la disfatta della Seconda Guerra Mondiale si rende conto della rovina in cui la dittatura ha condotto l’Italia. Cousins e Saccucci utilizzano spezzoni di cinema d’epoca, immagini dell’Archivio Luce, inoltre compiono riprese in diretta a Roma, sempre molto spiazzanti, andando a cercare l’angolo più evocativo e intriso di contenuti. Critiche sferzanti non mancano per Marinetti e D’Annunzio, anche per l’arte fascista e per il fatto che a Roma ancora si trovano tracce importanti del passaggio di Mussolini e della sua gente. Il regista ha detto: “L’Italia è il paese che mi ha maggiormente ispirato a livello visivo, sono quindi entusiasta di fare un film sulla cultura delle immagini proprio in Italia. Il documentario parla di quanto esse possano essere orribili, al servizio di prepotenti e assassini. E mostra quanto sia forte l’eco del fascismo oggi. Ma rivela anche la grandezza del cinema quando viene usato in modo fantasioso e con un cuore aperto”.

Mark Cousin ritaglia immagini del passato e le storicizza, collegandole a un presente che vede il rischio di rigurgiti fascisti in tutto il mondo, soprattutto in Europa e nella cultura Occidentale. Punta il dito sui pericoli che produce una mancanza di cultura storica e l’accettazione passiva degli eventi, senza opporsi, subendo frasi deliranti come con l’amore o con la forza, se necessario, pronunciate da dittatori di ogni tempo.

Un film utile, questo Marcia su Roma, strutturato in sei parti come un’opera musicale, sottolineate da un crescendo armonico intenso e suadente. Visto grazie al Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica e all’Associazione Nazionale Partigiani di Grosseto e Follonica.

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Regia: Mark Cousin. Interprete: Alba Rohrwacher. Soggetto e Sceneggiatura: Mark Cousin, Timoty Aliprandi. Fotografia. Mark Cousin, Timoty Aliprandi. Costumi: Alessia Condò. Produzione: Palomar. Distribuzione (Italia): Wonders Pictures. Vendite Estere: The Match Factory (Germania). Paese di Produzione: Italia, 2022. Durata: 97’. Formato: B/N – colore. Uscito il 20/10/2022.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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