I boia di Natale

Neppure a Natale si sono fermati gli eccidi russi in Ucraina: missili a pioggia, civili uccisi, case e infrastrutture distrutte. Niente, nemmeno la finta pietà religiosa di un Putin benedetto dai suoi complici della Chiesa Ortodossa russa (questi personaggi oscenamente coperti di ori e avvolti da nuvole di incenso come idoli pagani, ma duri nel cuore e veri nemici del Cristo che predicano, il Signore della pace e dell’amore), nulla ha fermato la barbara ferocia dei boia del Cremlino.

E lui, mentre continua a far morire ucraini e russi, con la sua bocca menzognera lancia proclami di pace e di dialogo, naturalmente accusando l’avversario di non voler negoziare. Negoziare su cosa, quando Mosca proclama ai quattro venti di non esser disposta a cedere neppure un pollice del terreno conquistato? E il servile Lavrov chiede a Stati Uniti e NATO di smettere di aiutare l’Ucraina (gliel’ho avrà scritto Conte il discorso?). Per non parlare dal furioso Medvedev, il falco dei falchi, che insulta tutti, vuole distruggere l’Occidente e definisce il governo di Kiev, “un regime fantoccio”.

Alla fine, però, le dispute verbali servono poco, solo qualche allocco ci crede, E poco servono anche le schermaglie della diplomazia e le offensive di propaganda. Come si può seriamente pensare di punire la Russia, escludendola dall’ONU, finché è protetta dalla complicità della Cina? A che servono gli attacchi di Mosca a Joe Biden e il rifiuto di mandargli i tradizionali auguri per il nuovo anno (pensa quanto tremeranno a Washington)?  E a che servono, con tutti il rispetto, i lacrimosi, ma sempre un po’ ambigui, appelli del Papa che continua a invocare la pace, ma evita di chiedere a Putin di smetterla? Vanitas vanitatum!

In ultima analisi, conta quello che avviene sul campo di battaglia, cosa che dipende dal valore degli ucraini e dal volume e rapidità del sostegno occidentale, e americano soprattutto.

Una nota finale: con le sue parole sulla guerra a Porta a Porta e sulla sua volontà di andare presto a Kiev, Giorgia Meloni si è confermata una persona seria. Tanto di cappello.

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