Cronache dai Palazzi

In visita nei Paesi Bassi, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricordato che Italia e Olanda non hanno “mai perso di vista, il comune, profondo, convincimento che l’orizzonte europeo sia l’unico in grado di garantire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e libertà ai nostri popoli”. In particolare “lo compresero gli statisti che sulle macerie della Seconda guerra mondiale, seppero avviare il processo di integrazione”, ha aggiunto il presidente Mattarella, “così da esprimere il potenziale dei nostri Paesi, con gli altri partner dell’Ue”. In particolare, quello che stiamo vivendo “non è il momento delle esitazioni né delle scelte egoistiche, al contrario i bisogni cui far fronte sono tali da richiedere coraggio e determinazione”.

Parole come sempre molto puntuali, le parole del capo dello Stato, che riecheggiano oltre alla situazione sul fronte energetico anche la questione migranti di questi giorni, che ha inasprito i rapporti tra Italia e Francia a causa di eventuali sbarchi.

Da Maastricht, ultima tappa della visita di Stato nei Paesi Bassi, a trent’anni dalla firma dello storico Trattato, sul tema migranti il presidente Mattarella ha ribadito che occorrono “scelte condivise dell’Unione europea”. Inoltre “la risposta alla sfida migratoria avrà successo soltanto se sorretta dai criteri di solidarietà all’interno dell’Unione e di coesione nella risposta esterna e da una politica lungimirante nei confronti della Regione africana”, ha specificato il presidente della Repubblica ricordando che “non dobbiamo farci sconfortare dalle crisi perché l’Europa, come ha detto Jean Monnet, va avanti con le crisi”. Nello specifico “il voto all’unanimità è una formula ampiamente superata perché si trasforma in diritto di veto che paralizza l’Unione. Vi è una condizione sollecitata dal succedersi di crisi e l’Unione ha bisogno di rimuovere questo limite e completare il suo percorso organizzativo interno, è una casa incompiuta non ha una politica fiscale propria…se un edificio è incompleto la parte lacunosa distrugge quella già costruita”.

In definitiva, “cruciale per la stabilità e per la prosperità dell’Unione europea è anche la stabilità e la prosperità del nostro vicinato meridionale. L’interdipendenza esistente tra le due sponde del Mediterraneo rende urgenti gli investimenti in termini di attenzione politica verso la sponda Sud”.

La questione va quindi affrontata in maniera corale e lunedì prossimo il ministro degli Esteri Antonio Tajani la presenterà al Consiglio Affari europei perché “l’immigrazione è un problema europeo”, ha ribadito Tajani da Amsterdam, “non solo italiano, greco o maltese”. Bruxelles ha a sua volta messo in programma un’assemblea straordinaria, da indire nel corso dei prossimi venti giorni, per affrontare la questione migranti in sede europea, attraverso il confronto tra i Ventisette. Di fronte alle accuse rivolte all’Italia dalla Francia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invece ribadito: “Il governo sta rispettando tutte le convenzioni internazionali e il divieto imposto a queste navi Ong di sostare in acque italiane, oltre il termine necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza dei soggetti fragili, è giustificato e legittimo”.

Nel frattempo, Palazzo Chigi ha approvato il decreto Aiuti quater, prorogando i crediti di imposta fino a fine anno per le imprese (con aliquote potenziate al 40% per le imprese energivore e gasivore e al 30% per le piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW); il taglio delle accise della benzina invece, che sarebbe scaduto il 18 novembre, viene spostato al 31 dicembre: due misure per cui vengono impiegati circa 4,4 miliardi.

Favorito anche il pagamento rateizzato delle bollette per le imprese (con un massimo di 36 rate mensili), una misura finanziata attraverso un fondo del Mef che passa da 2 a 5 miliardi, destinata alle “imprese residenti in Italia”. In pratica è possibile rateizzare gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal “primo ottobre 2022 al 31 marzo 2023” e fatturati entro il “31 dicembre 2023”. Dal 2023 il tetto del contante passa dall’attuale soglia di 2 mila euro a 5 mila euro (da gennaio sarebbe stato ridotto a mille euro) e si prevedono premi aziendali esentasse, innalzati da 600 a 3 mila euro, che le imprese potranno concedere ai dipendenti come “fringe benefit” (una sorta di welfare aziendale) per pagare le bollette.

In sostanza il decreto Aiuti quater sfrutta l’intero tesoretto di circa 9,1 miliardi messo nero su bianco con la NaDef, conferma una serie di misure sul caro-energia e aggiunge qualche extra. Stanziati ad esempio 80 milioni per il 2023 per supportare i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. Si tratta di una forma di sostegno che assumerà la forma di un credito d’imposta al 100% della spesa sostenuta e fino a 50 euro per ogni singolo registratore telematico acquistato. Si prevede inoltre l’esenzione Imu per gli immobili del settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti), per quanto riguarda la seconda rata, a condizione che i proprietari siano anche i gestori.

Sul fronte del gas il governo propone il tema trivelle con l’obiettivo di aumentare la produzione, favorendo in questo modo l’indipendenza energetica del nostro Paese. Secondo l’articolo 4 della bozza “è consentito il rilascio di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi in zone di mare poste tra le 9 e le 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, limitatamente ai siti aventi un potenziale minerario di gas per un quantitativo di riserva certa superiore a una soglia di 500 milioni di metri cubi”.

Si prevede infine la revisione del Superbonus per cui nel 2023 la percentuale dello sconto sarà depotenziata passando dal 110% al 90%, sia per i condomini sia per le villette altrimenti escluse dal bonus; per quanto riguarda le villette è necessario che siano prima casa e che il proprietario abbia un reddito inferiore ai 15.000 euro, una soglia variabile in base al quoziente familiare. Per coloro che hanno comunque realizzato già il 30% dei lavori entro settembre di quest’anno il bonus rimane al 110% fino al 31 marzo 2023.

La legge di Bilancio dovrebbe essere pronta entro tre settimane, come ha affermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di fronte alle commissioni speciali riunite di Camera e Senato. Per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza il ministro Giorgetti ha inoltre chiarito che “a quadro normativo attuale, così come approvato non si riesce a fare nei tempi previsti per l’aumento dei costi attuali, urge una modifica del quadro normativo e che la discussione europea arrivi al più presto possibile a una positiva conclusione, che ci permetterebbe di rendere realistico e implementabile il piano stesso”, ha ammonito Giorgetti.

Anche la manovra non avrà tempi brevi e tra una ventina di giorni sarà sintetizzata nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) che verrà successivamente inviato a Bruxelles. Tra gli obiettivi del governo Meloni la riduzione del carico sui contribuenti in media dello 0,4% all’anno per il prossimo triennio. “Nel 2022 la pressione fiscale è prevista al 43,8% del Pil. Nel periodo 2023-2025 si stima un andamento decrescente che si attesterà al 42,5% del Pil nel 2025”, ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze.

L’esecutivo prevede inoltre l’estensione della flat tax al 15% a tutte le partite Iva e autonomi con un reddito fino a 85 mila euro (mentre ora la soglia è 65 mila euro) e sul tavolo del governo vi è inoltre l’ipotesi di “un regime sostitutivo opzionale (flax tax incrementale) per i titolari di reddito da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfettario”, ha spiegato Giorgetti ribadendo l’approccio “responsabile” e “prudente” nella formulazione degli interventi, oltre al fatto che i 21 miliardi di deficit indicati nella Nota di aggiornamento al Def verranno utilizzati per fronteggiare il caro energia. In programma anche una tregua fiscale attraverso la rottamazione, il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali e l’eventuale introduzione di Quota 41 anche grazie alle risorse (circa un miliardo) ottenute riducendo il bacino del Reddito di cittadinanza.

Incontrando le sigle sindacali nella emblematica sala verde di Palazzo Chigi, la premier Meloni ha infine sollevato il problema delle “pensioni basse”, che in un futuro non troppo lontano “rischiano di essere inesistenti”, e le retribuzioni sono “salari per lo più inadeguati” tanto più con l’inflazione “vicina al 10%”. Il lavoro, ha assicurato il presidente del Consiglio, “è la priorità” del governo, in un contesto in cui il tasso di occupazione “è tra i più bassi dell’Occidente, in particolare quello femminile” e “c’è una tassazione sul lavoro che è un grande freno”.

Lo scenario non è dei migliori: “Siamo nel mezzo di una crisi internazionale sociale, usciamo da una pandemia, c’è una crisi energetica in corso”. Occorre quindi procedere dialogando, adottando “una logica di collaborazione” invece di scegliere “una logica di contrapposizione”. Il governo, a sua volta, ha assicurato alle parti sociali “lealtà e trasparenza” all’insegna della corresponsabilità, per sostenere e risollevare persone famiglie, pensionati e imprese. Dovranno inoltre essere favoriti interventi che stimolino la crescita, lo sviluppo e gli investimenti, pubblici e privati, nell’ottica di una prospettiva che non sia limitata al breve periodo ma che sia in grado di aprire una visione di lungo periodo in cui le parole chiave siano lavoro, pensioni e politica fiscale, mentre equità e sostenibilità sono i binari da percorrere. Prevista, pragmaticamente, la strutturazione di tavoli ad hoc per cercare di risolvere gravi crisi aziendali (tra cui Ilva, Ita, Tim) e affrontare seriamente la questione salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’auspicio è che prevalga la comune volontà di contrastare la crisi, su più fronti, escogitando insieme priorità, contenuti e strategie instaurando, in questo modo, un clima di fiducia che sia in grado di ricucire i rapporti tra Paese legale e Paese reale.

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