Kerala model

Il Kerala è uno Stato dell’India meridionale con oltre trentaquattro milioni di abitanti, un tasso di alfabetizzazione che già nel 2016 aveva introdotto un programma per consentire a titolo gratuito le operazioni chirurgiche per il cambio di sesso, uno degli elementi che ha consentito a questa propaggine di una delle più potenti ed in crescita tra le economie mondiali, di essere al primo posto tra gli altri Stati indiani nella classifica del rispetto dei diritti umani.

A ciò possiamo aggiungere che il Kerala è un pioniere nell’attuazione del programma di assistenza sanitaria per tutta la popolazione e livello di fertilità e il tasso di mortalità infantile sono inferiori rispetto a quelli di altri stati non solo dell’India, al punto che è spesso paragonato alle economie sviluppate occidentali.

A partire dall’indipendenza dell’India nel 1947, il Kerala ha adottato un sistema economico assistenziale socialista democratico e, dagli anni ’90, la liberalizzazione dell’economia mista ha consentito di alleggerire le restrizioni previste contro contro il capitalismo e favorito gli investimenti diretti esteri, portando all’espansione economica e all’aumento dell’occupazione. Possiamo ben dire che il Kerala si è saputo sviluppare nonostante l’ostilità dei Governi federali quali il mancato esborso di fondi centrali per progetti di sviluppo e l’erezione di barriere burocratiche all’attuazione di programmi come la riforma della redistribuzione delle terre e la distribuzione di cibo ai bisognosi attraverso negozi a prezzi equi.

Sono questi alcuni alcuni tratti che, uniti ad un’alta aspettativa di vita e nonostante un reddito medio pro capite non elevatissimo, hanno portato alla definizione di “Kerala Model” che, tra gli altri aspetti che lo caratterizzano presenta il decentramento amministrativo, il coinvolgimento dell’associazionismo nell’attuazione delle politiche di sviluppo insieme ai programmi di ridistribuzione della ricchezza e delle risorse che hanno in gran parte determinato gli elevati indicatori materiali della qualità della vita.

Elevati livelli di partecipazione politica e attivismo tra la gente comune, unitamente a un numero considerevole di leader che si dedicano a tutti i livelli alla gestione della cosa comune hanno portato ad un attivismo di massa che ha dato il via ad un che si muove e funziona all’interno di una grande struttura democratica. In sintesi, l’attivismo che rafforza un intero sistema.

Gli ultimi cinque anni hanno visto importanti investimenti per le infrastrutture nonché nelle scuole e negli ospedali pubblici. Il numero di studenti nelle scuole pubbliche ha iniziato ad aumentare dal 2018-19 in poi dopo oltre venticinque anni che non accadeva e gli interventi infrastrutturali negli ospedali pubblici hanno permesso al Kerala di combattere relativamente bene la pandemia di coronavirus.

Gli investimenti effettuati tramite il Kerala Infrastructure Investment Fund Board (KIIFB) hanno permesso questi interventi. Oltre a scuole e ospedali, i finanziamenti del KIIFB vengono utilizzati per costruire infrastrutture economiche come strade, ponti, parchi industriali, l’imponente progetto Internet del settore pubblico K-FON o la rete in fibra ottica del Kerala e TransGrid 2.0, un progetto per migliorare la rete di trasmissione di potenza nello Stato che assume un maggiore rilievo laddove si considerano gli sviluppi e l’importanza del settore IT e delle comunicazioni già presenti in maniera massiva.

Certo non mancano le critiche e gli aspetti potenzialmente negativi ad iniziare dal crescente livello di indebitamento e al rischio di perdita di posti di lavoro magari anche per cause naturali; tuttavia, il sistema Kerala sembra reggere e si pone ormai non solo come argomento di studio a livello sociale ed economico, ma anche come possibile esempio per altre economie allo scopo di migliorare le proprie strutture dei propri sistemi.

Nel terzo mondo è pieno di modelli di sviluppo falliti, ma il Kerala si è avvicinato di più all’ideale di sviluppo sostenibile in pratica applicabile probabilmente anche in altri contesti.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

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