I risultati elettorali

Ad urne chiuse, alcune considerazioni s’impongono sui risultati del primo turno: la prima riguarda la scarsa affluenza al voto. Non è un fenomeno solo italiano, e riflette una diffusa e crescente indifferenza, e forse disamore, verso la politica, ma anche, io credo, l’eccessivo numero delle “offerte elettorali” e la qualità spesso modesta dei candidati. Difatti, quando questi sono di un certo livello, come Sala a Milano e Manfredi a Napoli, vincono, mentre la Raggi, che a torto o a ragione è impopolare e ritenuta inefficiente, perde.

La seconda considerazione da fare è che il centro-sinistra ha mostrato una vitalità inattesa, conquistando al primo turno città come Milano, Napoli e Bologna e piazzandosi primo a Torino e altrove e riportando agevolmente in Parlamento Enrico Letta. Al contrario, le tuonanti e arroganti previsioni di vittoria della destra sono state smentite e, tipicamente, Salvini già cerca responsabili. I “sovranisti” non hanno ottenuto il trionfo che speravano: a giudicare dal voto, una consistente maggioranza di italiani resta europeista. Chi ha la pazienza di leggermi, sa che sono profondamente convinto che l’Europa sia la nostra àncora di salvezza in un mondo di giganti ostili: per copiare un vecchio detto della Chiesa cattolica, “extra Europam nulla salus”.

Per un giudizio più circonstanziato, bisognerà attendere il secondo turno, ma le linee generali sono già chiare. Naturalmente, c’è da chiedersi se i risultati delle Amministrative siano un indizio certo di quello che avverrà in quelle parlamentari. Ma fare previsioni, nel labile fluttuante mondo degli elettori, è davvero un’impresa quasi impossibile.

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