Cronache dai Palazzi

“Vaccinatevi e rispettare le regole”. È stato questo il monito lanciato dal premier Draghi durante l’incontro informale con i cronisti prima della pausa estiva, nel giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo del green pass per alcune attività, come per sedersi al chiuso in bar e ristoranti. Da settembre inoltre dovranno essere muniti di certificazione verde anche tutti i professori, gli studenti universitari e coloro che vorranno prendere un treno, un aereo o viaggiare in nave tranne che sullo stretto. Tutto ciò alla luce dell’aumento dei contagi da Covid.

Il green pass è obbligatorio inoltre per svolgere attività sportiva al chiuso: piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive. In tali luoghi sussiste l’obbligo di mascherina quando non si fa attività sportiva e la misurazione della temperatura all’ingresso. Per quanto riguarda i centri termali, invece, il governo specifica che “chi vi accede esclusivamente per usufruire dell’erogazione di prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche non deve avere il green pass” però occorre “presentare la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista”.

Per quanto riguarda stadi e palazzetti dello sport in zona bianca il decreto governativo prevede che “la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata all’aperto e al 35% al chiuso”, percentuali che il ministro del lavoro Orlando ha potenziato per sostenere le necessità economiche delle associazioni sportive. In zona gialla la capienza massima non può superare “il 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso”. Sono come sempre da rispettare ingressi e uscite separate, misurazione della temperatura in entrata e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e qualora non fosse rispettabile i protocolli prevedono che “gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza di pubblico”. Green pass obbligatorio anche per tutti “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto”. Ed ancora per partecipare a fiere, sagre, convegni, e congressi; per visitare musei, mostre e luoghi della cultura; per entrare nei centri sociali, culturali, sale gioco, sale scommesse, sale bingo, casinò. In tali luoghi si dovrà comunque indossare la mascherina e sottoporsi alla misurazione della temperatura in entrata. Per quanto riguarda i musei o altri luoghi per cui è previsto un biglietto per accedere sono da preferire le prenotazioni online per favorire il tracciamento di eventuali positivi, mentre in congressi e convegni sarà necessario prestare attenzione alla registrazione dei partecipanti.

È fondamentale non abbassare la guardia durante il periodo delle vacanze. Anche i Palazzi della politica si fermeranno per circa due settimane ma “il pensiero che bisogna tener chiaro è che tra due settimane ci vuole la stessa determinazione, se non maggiore – ha puntualizzato il premier – per affrontare sfide e problemi urgenti e gravi.  A parte la ripresa della scuola in presenza, la continuazione della campagna vaccinale”. Con cautela e coraggio siamo andati incontro alle esigenze dell’economia e siamo riusciti a tenere sotto controllo la curva del contagio”. Una campagna vaccinale tutto sommato soddisfacente, il Pnrr “accolto con soddisfazione dalla Commissione Ue”, l’assegno unico per i figli, l’agenzia nazionale per la cybersicurezza sono risultati soddisfacenti “che devono spronarci a continuare”.

A coloro che lo interrogano sul futuro del suo esecutivo e se arriverà a fine legislatura nel 2023, Draghi risponde: “L’orizzonte è nelle mani del Parlamento. Il governo vive perché c’è il Parlamento e perché il Parlamento legifera. Non posso esprimere posizioni o vedute, sono stato chiamato qui, cerco di farlo al meglio e poi vedremo”. Il premier ha inoltre lanciato una freccia a favore del sistema dei partiti, mettendo a tacere eventuali voci di divisioni o liti inopportune, puntualizzando che “non ci sono lati scuri o chiari, l’unica cosa che conta sono i risultati”. I partiti, nello specifico, “lavorano anche loro per il bene degli italiani”, ha precisato Draghi, mettendo in risalto l’operato del governo che non si contrappone in nessun modo a quello dei singoli partiti, bensì “si lavora tutti insieme”.

Un tema fondamentale, tornato purtroppo sulle pagine della cronaca di questi ultimi giorni, è quello della sicurezza sul lavoro, in particolare dopo la morte di Laila, la donna quarantenne morta per essere rimasta incastrata nelle lame di una macchina fustellatrice a inizio agosto, una morte feroce che ha ricordato quella della giovanissima Luana D’Orazio, deceduta in maniera analoga. Le vittime del lavoro sono sicuramente troppe: “È inaccettabile- ha ammonito Draghi -. Bisogna cercare di fare qualcosa per migliorare”. Sul fronte della sicurezza sul lavoro “è stato fatto molto ma occorre fare molto di più”.

Per quanto riguarda gli ultimi risultati ottenuti, l’aula di Montecitorio ha approvato, in via definitiva, il decreto reclutamento della Pubblica amministrazione, con 339, 32 astenuti e nessun contrario; un provvedimento funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), oltre che per rendere ancora più efficiente il sistema della giustizia su cui il governo ha incassato la fiducia la scorsa settimana.

“Il decreto reclutamento è finalmente legge”, ha esultato il ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta ricordando che si è trattato di “un lungo e difficile lavoro che porta il governo Draghi, con il prezioso contributo del Parlamento, a completare i tre pilastri essenziali per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza: alla progettazione della governance del Pnrr e alle semplificazioni normative decise con il Dl n. 77/2021 – approvato il 28 luglio 2021 definitivamente dall’Aula del Senato – si affianca il piano di riforma e potenziamento del lavoro pubblico per rafforzare la capacità amministrativa del Paese”. Con queste parole Renato Brunetta ha siglato l’approvazione definitiva alla Camera del Dl 80/2021.

“Con il decreto – ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione – si raggiungono due obiettivi: da un lato si definiscono percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento dei profili necessari all’attuazione del Piano; dall’altro lato si pongono le basi normative per la realizzazione delle due riforme orizzontali previste dal Pnrr, Pubblica amministrazione e Giustizia”. Due riforme che sono considerate “pietre miliari” del progetto di ripresa e resilienza e che sono fondamentali per ottenere l’anticipo di 25 miliardi del Recovery fund.

“Dopo anni di blocco del turnover e di investimenti per la formazione ridotti al lumicino – ha sottolineato Brunetta – dotiamo la Pa di nuove competenze, soprattutto tecniche e gestionali, perché l’attuazione dei progetti del Pnrr cammini speditamente”. Si mira in primo ad investire “nei dipendenti pubblici già in servizio, favorendo progressioni di carriera più fluide, osmosi con il settore privato, formazione, valorizzazione del merito”. L’obiettivo è “inventare insieme la nuova Pa, per la nuova Italia”.

A settembre scuole e università riapriranno tutte in presenza, come assicura l’articolo 1 del decreto appena varato. Saranno ancora obbligatorie le mascherine tranne quando si fa sport e per i bambini sotto i 6 anni. Si raccomanda ovviamente il distanziamento di almeno un metro e se in una classe tutti gli studenti sono vaccinati si può non indossare la mascherina. Insegnanti e personale Ata dovranno essere muniti di green pass altrimenti dopo cinque giorni di assenza ingiustificata non riceveranno più lo stipendio. La certificazione verde non sarà invece obbligatoria per salire su autobus, tram e metropolitane che dovranno rispettare una capienza massima dell’80%. La Conferenza unificata delle Regioni sta nel frattempo lavorando per presentare un piano di potenziamento delle corse, anche alla luce della ripartizione di ulteriori risorse previste dal decreto Sostegni bis destinate al trasporto pubblico locale e regionale a  causa dell’emergenza Covid. Si tratta di “ulteriori 450 milioni di euro per finanziare servizi aggiuntivi programmati al fine di far fronte agli effetti derivanti dalle limitazioni poste al coefficiente di riempimento dei mezzi pubblici”.

Non è ancora stato deciso infine se imporre la certificazione verde ai lavoratori in aziende pubbliche e private: governo e sindacati puntano a raggiungere un accordo prima della ripresa autunnale anche considerando l’evoluzione della curva epidemiologica. I sindacati temono comunque possa trasformarsi in un pretesto per i licenziamenti mentre per il ministro Orlando (Pd) “tutela la produttività”. Lega e FdI sono anche loro contrari al green pass in azienda.

In definitiva i cittadini che all’occorrenza non saranno muniti di green pass rischiano una multa fino a 400 euro, ridotta se pagata entro cinque giorni. Per gli esercenti, invece, “dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni”.

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