Conferenza sul futuro dell’Europa

La conferenza sul futuro dell’Europa è una serie di dibattiti e discussioni avviati su iniziativa dei cittadini che consentiranno a chiunque in Europa di condividere le proprie idee e contribuire a plasmare il nostro futuro comune. Lo scorso 9 maggio si è tenuta a Strasburgo, in Francia, la Conferenza sul Futuro dell’Europa. L’inaugurazione è avvenuta nel giorno della Festa dell’Europa nell’emiciclo dell’Europarlamento, riaperto nella sede alsaziana dopo che dal febbraio 2020 la pandemia aveva costretto a spostare le sessioni a Bruxelles. All’evento erano presenti il presidente francese, Emmanuel Macron, primo a prendere la parola, il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il leader portoghese Antonio Costa in rappresentanza del paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue.  Gli incontri e i dibattiti sui vari temi (ambiente e clima, salute, economia e lavoro, eccetera) si svolgono già da qualche tempo. In considerazione che l’Europa ha deciso che il futuro dovrà nascere dai cittadini, è stata creata una piattaforma digitale raggiungibile all’url: futureu.europa.eu.

Inaugurata il 19 aprile 2021, questo portale multilingue digitale per la Conferenza sul futuro dell’Europa è disponibile in 24 lingue, consente a tutti i cittadini dell’Unione di presentare le proprie idee e commentare le iniziative proposte da altri, ma anche creare e partecipare ad eventi. Fortemente voluto dal comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa, composto da esponenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea, permette a tutti i cittadini dell’UE di unire le proprie forze per dare forma al futuro dell’Europa. La piattaforma è organizzata attorno ad alcuni temi chiave: cambiamenti climatici e ambiente; salute; un’economia più forte ed equa; giustizia sociale e occupazione; l’UE nel mondo; valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza; trasformazione digitale; democrazia europea; migrazione; istruzione, cultura, giovani e sport. Questi temi sono integrati da una “casella aperta” per temi trasversali (“altre idee”), affinché i cittadini siano liberi di sollevare qualsiasi questione di loro interesse, secondo un approccio realmente dal basso verso l’alto.

Se il motto è “Fai sentire la tua voce”, il cuore pulsante della Conferenza sul Futuro dell’Europa è la Plenaria della Conferenza, la cui composizione vede presenti 433 membri in tutto, di cui 108 deputati europei e 108 parlamentari nazionali; 54 rappresentanti del Consiglio dell’UE (due per ogni Stato membro) e tre della Commissione europea. A questi si aggiungono 18 membri a testa del Comitato delle Regioni e del Comitato economico e sociale europeo, più altri otto rappresentanti delle parti sociali e otto della società civile. Sono presenti cittadini comuni, per quasi un terzo del totale. I 108 membri popolari arriveranno dai panel, europei e nazionali e una quota minima di persone sotto under 25 anni e un seggio è riservato alla finlandese Silja Markkula, presidente del Forum della Gioventù Europea.

Temi centrali dovrebbero risultare la creazione di una fiscalità europea attraverso l’introduzione di nuove risorse proprie, e il passaggio concreto e totale al voto con maggioranza qualificata, superando il bloccante consenso a 27; nonché l’attribuzione di nuove competenze all’Unione in materia sanitaria, sociale e di difesa. Tra le note negative è la mancanza, attualmente, di una conclusione legislativa al processo creativo e consultivo, ogni modifica deve passare dall’Articolo 48 del Trattato sull’Unione europea, che richiede l’approvazione all’unanimità dei Paesi membri, restituendo così al Consiglio europeo l’ultima parola. Ma lo stesso Consiglio ha categoricamente escluso che la Conferenza possa portare ad una revisione dei Trattati.

La Presidente Ursula Von der Leyen ha dichiarato: “Occorre nuova forma di solidarietà tra le generazioni. Dobbiamo garantire che la Conferenza sul futuro dell’Europa non sia solo un esercizio intellettuale o un compromesso politico e dobbiamo essere onesti sul fatto che la conferenza non sarà la panacea o la soluzione a tutti i problemi, ma sono convinta sia davvero un’opportunità di unire tutti gli europei. Per il futuro dell’Unione europea serve una nuova solidarietà e una giustizia sociale tra le generazioni, un nuovo dialogo strutturale intergenerazionale, i giovani devono avere un ruolo centrale in questo cambiamento. Credo che questo sia un momento così importante perché in particolare i giovani abbiano voce in capitolo. Questa pandemia ha rubato loro più di un anno. Esperienze, emozioni di cui ogni giovane ha bisogno, amicizie che plasmano una persona per sempre, opportunità di imparare, crescere e assumersi rischi e non possiamo sostituire tempo che pandemia ha rubato ai giovani ma possiamo costruire qualcosa per loro e con loro. La Conferenza sul futuro dell’Europa permette a tutti gli europei di discutere una visione condivisa di ciò che vogliamo che sia la nostra Unione. È un’opportunità per portare gli europei insieme, per raccogliersi intorno a un’ambizione comune per il nostro futuro, come hanno fatto le precedenti generazioni. La direzione che prendiamo oggi definirà le nostre risposte per domani. È per questo che abbiamo bisogno di questa conferenza. Concludo citando Antoine de Saint-Exupéry, è lui che ha ispirato Jean Monnet con la sua frase: Il più bel mestiere dell’uomo è il mestiere di unire gli uomini. Sta a noi continuare a farlo. grazie e viva l’Europa”.

Il Presidente David Sassoli ha aggiunto: Sassoli: “E’ necessario modernizzare la UE e quindi l’aggiornamento dei Trattati non sia tabù. Alla fine di questa pandemia la solidarietà europea sarà necessaria più che mai per le conseguenze della crisi. Non commettiamo gli errori del passato: senza coesione sociale rafforzata, l’identità delle nostre società sarebbero minacciate. La nostra Unione Europea ha bisogno di essere modernizzata’ per poter affrontare le sfide della globalizzazione, le sfide finanziarie, economiche, sociali, ambientali e migratorie”.

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