Matteotti

Tanti, tantissimi giovani non conoscono Giacomo Matteotti. Forse qualcuno girando con il motorino dalle parti di Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, magari aspettando al semaforo, ha notato il monumento alla sua memoria e si sarà chiesto chi fosse.

Se ci recassimo all’uscita di un liceo qualunque e chiedessimo “chi era Giacomo Matteotti?” potremmo ricevere le risposte più disparate. La colpa di questa ignoranza globalizzata è di tanti; nostra sicuramente perché negli anni abbiamo permesso che ci governassero persone sempre meno competenti che hanno messo mano a riforme della scuola che l’hanno impoverita con tagli e trasformazioni improbabili. Sicuramente la colpa è sempre nostra che abbiamo vigilato poco i nostri giovani e non ci siamo accorti che venivano sedotti da falsi miti ed eroi farlocchi.

Giacomo era un politico, giornalista, segretario del Partito Socialista Unitario; era soprattutto un uomo onesto. Di fronte alla povertà di valori di questi tempi credo che si dovrebbero riscoprire queste figure di uomini retti, impavidi, capaci di sfidare i poteri forti per portare avanti la loro idea di giustizia e onestà. Non come ora che le idee si portano avanti con i like dei social, oppure con le lenzuola appese che lasciano il tempo che trovano e non provocano che reazioni superficiali.

È il 30 maggio del 1924 quando alla Camera firma, con il suo discorso, la sua condanna a morte. Si riporta che dopo aver parlato abbia detto ai suoi colleghi: «Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me». E infatti pochi giorni dopo aver pubblicamente denunciato alla Camera l’uso sistematico della violenza a scopo intimidatorio usata dai fascisti per vincere le elezioni e contestato la validità del voto, il 10 giugno Giacomo viene rapito. Lo troveranno seppellito vicino a Roma, il 16 agosto dello stesso anno.

Giacomo non denunciava solo la violenza e i brogli dei fascisti; aveva preparato un dossier riguardante le tangenti e le mazzette che la Sinclair OIL pagava al Duce e al Re per poter trivellare il suolo siciliano e per i suoi interessi sul suolo libico (sarebbero finite nelle tasche di altissimi esponenti del regime). Non vi sembra un ricorso storico? La corruzione è il vero male assoluto, attuata da gente senza scrupoli accecata dal potere.

Andate a leggere di Giacomo, mi rivolgo ai giovani; potreste scoprire un mondo diverso fatto di persone coraggiose che hanno vissuto nel modo che ritenevano giusto e hanno fatto della loro vita un esempio. Anche senza postare nulla su Instagram e Twitter.

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