Gli irresponsabili

E così, meno di due anni dall’agosto del 2019, l’Italia è di nuovo in crisi di governo. In piena pandemia, senza un piano per l’uso dei fondi europei, che rischiamo di perdere, senza una credibile prospettiva di sbocco. Questo mentre tutti i sondaggi mostrano che gli italiani sono stufi, che 7 su 10 considerano la crisi inopportuna e 9 su 10 sono contrari alle elezioni. Ma alla classe politica, chiusa nel suo labirinto, che importa la gente? Che importa il Paese? Che importa la nostra immagine in Europa? Che importano deficit e spread che torna a salire?

Però, accusare la classe politica nel suo insieme è troppo comodo. Ognuno ha i suoi torti, si capisce, ma ci sono situazioni in cui le colpe hanno un nome e cognome e, in questo caso, non è possibile evitare di identificare in Matteo Renzi l’irresponsabile che da mesi gioca a far cadere un governo e a mettere in crisi una maggioranza che lui stesso aveva contribuito non poco a mettere in piedi nell’estate del 2019. E con lui vanno additati come irresponsabili anche i membri del suo partitello, che seguono ciecamente il boss rischiando con lui il tutto per tutto.

Può rimproverarsi a Conte di essersi irrigidito nella trattativa a discutere con i renziani, in un accesso di “hybris” che i politici della vecchia, esperimentata DC non avrebbero avuto mai, e certo per lui sarebbe stato molto più comodo “aprire un tavolo” e in sostanza accettare i ricatti di un fazioso pur di restare a Palazzo Chigi. Scegliendo di dimettersi, ha corso un rischio e se, se ne deve andare, se ne va con una certa dignità, ma il rischio non lo corre solo lui personalmente, in questo momento lo corre il Paese.

Cosa accadrà ora? Le soluzioni che alcuni reclamano come un toccasana sono per ora favole. che  non hanno in Parlamento il necessario appoggio numerico. Il governo delle larghe intese richiesto da Berlusconi, magari guidato da Mario Draghi, parrebbe ideale. Ma chi lo vota? E quanto durerebbe?

Un governo con l’attuale maggioranza (con Renzi, meno Conte)? Tutto questo sconquasso per far fuori un Premier che resta popolare tra la gente? E i 5Stelle, che piaccia o no sono il gruppo più forte nel Parlamento, lo voterebbero? Un Conte-ter che raccolga i finora fantomatici “volenterosi”?  Un accordo Conte-Renzi in extremis? Un gruppo di volenterosi che esca finalmente allo scoperto? Chi lo sa! Vedremo cosa farà Mattarella per farci uscire, se possibile, dal labirinto.

Un fatto è certo: Matteo Renzi, che doveva essere l’uomo nuovo rinnovatore della politica, ha aperto la peggiore delle crisi politiche, un salto nel buio, per ragioni che poco o nulla hanno a che fare con l’interesse nazionale in questo momento e moltissimo con il suo ego rancoroso e vendicativo.

Eppure, Renzi deve sapere che le elezioni sono una possibilità sempre più concreta e che in esse, con la legge elettorale in vigore, l’Italia finisce nelle mani di una destra antieuropea e il suo partitino rischia, meritatamente, di scomparire.

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