Si apre il dopo-Merkel

La scorsa settimana, la CDU, il partito di centro-destra che ha la maggioranza in Germania, ha eletto il nuovo leader, Armin Laschet, attualmente Presidente della Regione Nord Reno-Westfalia.

Cattolico, nato ad Aachen (Aquisgrana) presso la frontiera belga, Laschet è un centrista europeista molto vicino alla Merkel, della quale però non ha il carisma, né la popolarità al di fuori della sua regione. Non è quindi certo che sarà lui il candidato alla Cancelleria nelle elezioni di settembre, anche se naturalmente parte in buona posizione e avrà comunque peso decisivo nelle scelte. Il partito dovrà fare molta attenzione ai sondaggi prima di impegnarsi a sostenere un candidato. La preoccupazione è che la forza elettorale della CDU, nelle stime attuali al 37%, rispetto al 20% dei Verdi, al 15% dei Socialdemocratici e 10% della destra estrema di Aktion Fur Deutchsland, sia in buona parte legata all’immagine della Merkel, e potrebbe in parte disperdersi senza di lei. D’altra parte, è da tempo che la Cancelliera ha annunciato di non volersi ricandidare ed, essendo una persona seria, non tornerà indietro su questa decisione.

Con la nomina di Laschet alla testa della CDU, si è dunque aperto ufficialmente il dopo-Merkel, non solo in Germania, ma in Europa. La Germania è, dalla riunificazione, il più importante paese europeo, per popolazione e potenza economica, e Angela Merkel, nei suoi 15 anni di governo, ha svolto nell’UE un ruolo di primo piano, nell’insieme positivo grazie al suo forte europeismo e alla sua saggezza, specie da quando ha abbracciato la linea di un’Europa solidale e in prima linea nello sviluppo economico del Continente. È difficile immaginare chi possa sostituirla in questo ruolo centrale, e la questione è tanto più seria se si pensa che anche il Presidente francese Macron rischia di non tornare all’Eliseo.

Con l’Inghilterra ormai fuori (per fortuna, tutto sommato) e con l’Italia in preda alla sue tipiche convulsioni (regalo avvelenato di Matteo Renzi, ma non solo suo) il vuoto politico che pare prospettarsi per il futuro è abbastanza inquietante e a poco servirà il ritrovato rapporto con gli Stati Uniti.

Il dopo-Merkel non è dunque una buona notizia per chi crede nella assoluta necessità di un’Europa unita, forte e solidale, al di fuori della quale saremmo tutti, Italia compresa, molto più fragili in un mondo di aggressivi giganti.

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