Digitale e sostenibilità

Creare e realizzare innovazione può essere leva di vantaggio competitivo, lo sappiamo. Così come sappiamo che sono tre, principalmente, le sfide nella Società attuale: la digitalizzazione della Società, l’innovazione del Paese, lo sviluppo sostenibile e etico della Società nel suo complesso.

“Innovazione e digitalizzazione che devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione, generando una crescita sostenibile nel rispetto dell’essere umano e del nostro Pianeta”: questa è la vision da cui prende le mossa il Piano innovazione del Governo italiano di qualche tempo fa.

Già allora, nella Strategia di innovazione illustrata dal Governo, si era preso atto che l’innovazione per essere realmente tale e dare il propellente necessario al settore produttivo, al mondo del lavoro e dell’industria ottimizzando i vantaggi per i lavoratori e i cittadini non poteva prescindere da quelli che erano e sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Quello attuale è il momento storico con il più alto tasso di innovazione di tutta la storia dell’umanità, stiamo vivendo, ed è sotto gli occhi di tutti, nel pieno di una rivoluzione tecnologica in cui l’innovazione  e la scienza ci stanno offrendo opportunità mai viste prima. E sarebbe impensabile non cogliere, non approfittare dei benefici di questa che può essere vista come la quarta Rivoluzione industriale.

Digitalizzazione e sviluppo sostenibile sono due obiettivi, che, come ci dice anche l’Unione Europea, vanno e devono essere perseguiti contemporaneamente. Non è possibile e non è pensabile, soprattutto in una fase internazionale post lockdown, scindere la ripresa economica da azioni che perseguino e realizzino la sostenibilità ambientale.

Quella che da ricercare e raggiungere è una “governance globale” che, dopo le recenti vicende legate al Covid 19, che, tra l’altro ancora stiamo cercando di risolvere e superare, ha rivelato tutta la sua fragilità e inadeguatezza.

E’ tra l’Agenda 2030 e il Green Deal europeo che si devono ricercare le coordinate per tracciare il percorso che coniughi il digitale con la sostenibilità. Sviluppo sostenibile che oggi giorno è ancora più fondamentale per tracciare e definire una Linea di azione per la Strategia italiana di ripresa post Covid 19.

Innovazione e sviluppo sostenibile che se raggiunti è indubbio che possono essere lo strumento per favorire il successo del settore industriale, produttivo e delle Pmi, per la realizzazione di un modello economico che punti a costruire infrastrutture resilienti, che promuovendo l’innovazione e un tipo di industrializzazione equa, etica rispettosa della sostenibilità possa conseguire un nuovo modello industriale ed economico di sviluppo: un’economia responsabile, che punti e ottenga una crescita economica, inclusiva, che tuteli e rispetti l’ambiente come l’Unione ci chiede e come il benessere umano nelle Società e sul Pianeta ci chiede.

Del resto anche dall’ultima classifica “Leader della Crescita 2021” il ranking elaborato da Statista per il Sole 24 ore, per misurare l’aumento di ricavi delle Pmi negli ultimi tre anni (2016-2019), emerge chiaramente che sul podio  – tra i primi 450 selezionati, in un portafoglio di 7.000-  spiccano le start up e le “scale up digitali”: sistemi, software e connessioni. Seguono le imprese che riescono a trasformare il proprio business da “tradizionale”  a “sostenibile”: dall’energia, all’industria, ai servizi. Seguono ancora le aziende dell’E-commerce e della filiera che ruota intorno alle vendite online: dalla logistica, ai trasporti, alle consegne.

Questo è quello che ci dice l’esame della realtà che giorno dopo giorno abbiamo sotto gli occhi, questi sono i fatti: solo coniugando digitalizzazione e sostenibilità, sviluppo sostenibile, possiamo avere dopo l’emergenza mondiale del Covid 19 che ha messo in ginocchio tutti i Paesi del mondo, che si potrà ottenere, raggiungere quella svolta economica che tutti ci auguriamo e che ci aspettiamo speranzosi: un’economia che riesca a risollevarsi puntando sulla resilienza e il rinnovamento.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Condividi
precedente

I capricci di Renzi

successivo

Brexit, a che punto siamo

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *