Covid 19, dilaga anche l’infodemia

L’OMS già agli inizi della pandemia da Covid 19, lo scorso febbraio, aveva giustamente messo in guardia dai rischi di una possibile Infodemia sul Covid 19. “Nella nostra era di fake news e disinformazione, è più che mai necessario che l’OMS offra scienza ed evidenza per supportare le decisioni che prendiamo sulla salute” queste le parole del direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus nel profilo twitter @WHO durante lo svolgimento della quattordicesima sessione dell’Executive Board.

E’ chiaro il riferimento al documento pubblicato dall’OMS in quel periodo “Situation Report numero 13 sul Novel Coronavirus 2019”, che contiene un “Technical Focus” sui rischi comunicativi e il coinvolgimento delle comunità. E’ la prima volta che appare il concetto “Infodemic” collegato all’emergenza sanitaria Covid. Di qui  a poco comparirà su tutti i giornali e ribalzerà di televisione in televisione.

Per l’OMS è definito una “sovrabbondanza di informazioni”, alcune accurate ed altre no, che rende difficile ai cittadini trovare fonti attendibili e indicazioni affidabili. “Un’infodemia è il risultato dell’azione simultanea di più fonti umane e non umane di notizie inaffidabili o fuorvianti in tempi di grande abbondanza di informazioni circolanti”.

Questa tematica dell’Infodemia in relazione alla Pandemia in corso è stato ripresa, anche,  dallo Studio  “Valutazione dei rischi di Infodemie in risposta alle epidemie di Covid 19”, pubblicato su Nature Human Behaviour dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trento. “Durante l’emergenza epidemiologica da Covid 19 i governi e il pubblico stanno combattendo non solo una pandemia, ma anche un’infodemia in co-evoluzione: la diffusione rapida e di vasta portata di informazioni di qualità discutibile” si legge nell’Abstract dello Studio.

I ricercatori Riccardo Gallotti, Francesca Valle, Nicola Castaldo, Pierluigi Sacco e Manlio De Domenico hanno analizzato più di 100 milioni di messaggi twitter pubblicati in tutto il mondo durante le prime fasi  della diffusione della Pandemia nei differenti Paesi e classificato l’attendibilità delle notizie in circolazione. Nello Studio è stato sviluppato un “indice di rischio infodemico” per rilevare “l’entità dell’esposizione a notizie inaffidabili” in tutti i Paesi.

Il risultato è stato di constatare che “ondate di informazioni potenzialmente inaffidabili hanno preceduto l’aumento delle infezioni da Covid 19, esponendo interi Paesi a falsità che rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica”. Lo Studio poi prosegue “quando le infezioni hanno iniziato a crescere le informazioni affidabili sono diventate rapidamente più dominanti e il contenuto di twitter si è spostato verso fonti informative più credibili.

L’attenzione al tema dell’Infodemia è importante perché fornisce dati di allerta precoce che ci consentono di rilevare i possibili rischi collegati a questo “errore comunicativo” fin dai primi segnali in modo da poter mitigare la disinformazione mediante Strategie di Comunicazione opportunamente indirizzate. La diffusione di notizie sbagliate o parzialmente erronee sul Covid, ha dimostrato lo Studio della Fondazione Bruno Kessler, è inversamente proporzionale alla diffusione reale del contagio tra i cittadini e questo dovrebbe essere motivato, in Italia come negli altri Paesi, dal fatto che le persone in presenza di un pericolo reale e tangibile che stava per toccarle in prima persona sono state più attente ad informarsi e a condividere notizie tratte da fonti più attendibili. E, comunque, in una “Società digitale le dimensioni infodemica ed epidemica di Covid 19 evolvono insieme, pur essendo guidata la dimensione infodemica da un insieme eterogeneo di attori che perseguono obiettivi nascosti”. Nel caso del Covid questo è ancora più pericoloso perché la correttezza dei comportamenti, in assenza di soluzioni farmacologiche adeguate, è ancora più determinante per limitare la diffusione della pandemia. Occorrerebbe sviluppare “approcci integrati di salute pubblica” in cui le dimensioni epidemiologica – più strettamente medica- e informativa dell’epidemia siano prese in esame nello stesso modo, in quanto ugualmente determinanti dell’evoluzione della pandemia e gestite attraverso un’attenta progettazione delle politiche.

I risultati dello Studio sono stati pubblicati su una Piattaforma digitale on-line in modo da renderli fruibili e approfondire lo stato della situazione in ogni singolo Paese secondo i dati prodotti dallo stesso Studio.

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