Italia delle Regioni

“Le Regioni rivendicano il ruolo istituzionale importante svolto nella gestione della emergenza Covid-19 e hanno sempre anteposto a qualsiasi polemica politica la necessità di un’attiva collaborazione con il Governo e con le Autonomie locali” queste le dichiarazioni del Presidente Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Abbiamo assunto decisioni difficili nelle fasi più drammatiche dell’emergenza dovuta alla pandemia e lo abbiamo fatto con senso di responsabilità istituzionale, impedendo così una impennata della curva epidemiologica. Ed è anche grazie al senso di responsabilità istituzionale delle Regioni che è stato possibile gestire e governare con prudenza la fase delle riaperture e la ripresa di alcune attività economiche e produttive fondamentali. Siamo attivamente impegnati – ha spiegato Bonaccini – nella gestione della diffusione dei vaccini antinfluenzali e abbiamo condiviso con il Governo l’allargamento delle fasce della popolazione che ne hanno diritto. Oggi stiamo responsabilmente gestendo anche la possibilità che altre fasce della popolazione fruiscano delle vaccinazioni attraverso una quota distribuita alle farmacie. Stiamo rafforzando ulteriormente le strutture ospedaliere, dopo il grande sforzo fatto con l’ampliamento delle terapie intensive, e stiamo coinvolgendo la medicina del territorio. Si tratta di obiettivi – ha proseguito il Presidente della Conferenza delle Regioni – che si devono raggiungere insieme, con un’azione corale e senza dannosi protagonismi. Proprio il 7 ottobre abbiamo chiesto e ottenuto la riattivazione della Cabina di Regia Governo-Regioni-Autonomie locali per la gestione dell’emergenza Covid-19. Siamo disponibili a riunirci, se necessario, anche ogni giorno, ma è fondamentale preservare quel senso di collaborazione istituzionale che fino adesso ha consentito al nostro Paese di poter affrontare, con risultati positivi, questa pandemia proprio grazie all’impegno dei cittadini e delle istituzioni territoriali”. “Occorre dunque – ha concluso Bonaccini – evitare dichiarazioni inutilmente divisive – quali quelle che abbiamo letto nelle scorse ore da parte di chi, peraltro, non ha responsabilità istituzionali. Ma le parole del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del Ministro Roberto Speranza hanno già fatto chiarezza su questo aspetto e di questo li ringrazio.

In materia di Edilizia Scolastica, il Ministro dell’Istruzione, Azzolina, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il decreto, in corso di registrazione alla Corte dei Conti, che ha ripartito a Città metropolitane e Provincie gli 855 milioni di euro relativi al finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria ed incremento dell’efficienza energetica delle scuole secondarie di secondo grado, disposti dal DPCM 7  luglio 2020 approvato  nella  C.U.  dello  scorso  21  maggio.

Il riparto  delle risorse  è stato  effettuato sulla base dei seguenti criteri utilizzati in pari misura e ponderazione: a) numero degli studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado presenti in ciascuna provincia e città metropolitana, nella misura del 50%; b) numero edifici pubblici adibiti ad uso scolastico per scuole secondarie di secondo grado presenti nelle province e città metropolitane, nella misura del 50%.

Il Ministero  dell’Istruzione ha inviato agli  enti  beneficiari la comunicazione dove  sono  riportate anche le indicazioni operative per accedere e registrarsi sulla piattaforma dedicata  per la richiesta di finanziamento.  Le proposte con gli interventi da finanziare dovranno  pervenire entro e non oltre le ore 18.00 del giorno 17 novembre 2020. L’applicativo è attivo già dalle ore 10.00 del giorno 7 ottobre 2020.

Il  Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con Anci e Upi,  organizzerà specifici webinar a partire da oggi lunedì 12 ottobre per accompagnare gli enti locali nella predisposizione della programmazione degli interventi e per fornire tutti i chiarimenti necessari.

Puntare su città ecocompatibili e partecipate coinvolgendo i piccoli cittadini nella vita quotidiana. Questo il focus al centro dell’incontro “Le politiche per la sostenibilità in città a misura di bambini e adolescenti” che si è tenuto il 6 ottobre nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile e al quale ha preso parte, in rappresentanza dell’Anci, l’assessore alla scuola del Comune di Lucca, Ilaria Maria Vietina. Esperti, amministratori locali, studiosi e docenti si sono confrontati sulle esperienze messe in campo nella definizione di politiche pubbliche che abbiano come scopo quello di raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile attraverso azioni e progetti che coinvolgano bambini e adolescenti.

“Nel corso del dibattito, partendo da un’analisi dell’Agenda 2030 in relazione alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, abbiamo esaminato – ha sottolineato l’assessora Vietina – le misure e le azioni realizzate nelle città per educare le bambine e i bambini al rispetto dell’ambiente. Un percorso formativo che è necessario sia costante in tutte le età di vita dei ragazzi a partire dagli asili nido”. Educare alla sostenibilità i giovani cittadini significa anche puntare su comportamenti green che riguardano diversi aspetti della vita quotidiana come quello della mobilità urbana. “Nella mia città, a Lucca, abbiamo già da tempo realizzato misure che favoriscono spostamenti sostenibili puntando su esperienze, consolidate anche in altre città, come i pedibus, i cargo bike per ridurre l’uso dell’automobile”. A questo si aggiunge l’impegno del Comune nel ridurre il consumo di plastica. Grazie infatti ad un finanziamento della banca locale sono stati installati in sette scuole dei fontanelli di acqua potabile. L’impegno verso comportamenti sostenibili non si ferma qui. “Abbiamo avviato un programma educativo ‘Scuole all’aperto – ha precisato l’assessore – che coinvolge gli asili nido e le scuole primarie promuovendo attività educative all’esterno in armonia con l’ambiente e la natura. Azioni, queste, che richiedono però anche la diffusione di modelli di ascolto e partecipazione dei più giovani alla vita della comunità (come ad esempio, i Consigli comunali dei ragazzi) e l’impegno a rafforzare il sistema educativo, soprattutto della prima infanzia”.

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