Cronache dai Palazzi

Gli italiani amano “libertà e serietà”, è stata questa la replica del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle parole del premier britannico Boris Johnson a proposito della minor diffusione in Italia, rispetto ad altri Paesi Ue, della nuova ondata di Coronavirus.

Boris Johnson ha sostenuto che gli inglesi amano la libertà più di altri popoli e quindi risulta difficile contenere il diffondersi del virus in Gran Bretagna. “Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore la serietà”, ha ammonito il presidente Mattarella. Anche in un’altra occasione, durante la cerimonia del Ventaglio il capo dello Stato aveva ricordato che “la libertà non è il diritto di far ammalare gli altri”, ribadendo la necessità di rispettare le regole adottando dei comportamenti idonei che oggi “ci permettono di guardare con maggiore fiducia al futuro”. Mentre “altrove il rifiuto o l’impossibilità di seguire quei comportamenti sta provocando drammatiche conseguenze”, sottolineava Mattarella già a luglio.

Nel frattempo tornano regole rigide in alcune Regioni italiane, a partire dalla Campania dove il governatore De Luca impone l’uso della mascherina anche all’aperto, e anche quando è possibile rispettare il distanziamento dagli altri. “Occorre ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con la riapertura delle scuole – ha affermato De Luca – e se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore”. L’ordinanza firmata dal governatore De Luca prevede l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto  per ora con decorrenza dal 24 settembre fino al 4 ottobre 2020, fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della Regione. “È disposto l’obbligo, su tutto il territorio regionale – si legge sull’ordinanza campana – di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale. L’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva”.

L’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato ha annunciato che anche nel Lazio potrebbe scattare l’obbligo della mascherina in qualsiasi momento e luogo se i numeri del contagio dovessero aumentare. “La settimana scorsa abbiamo avuto l’indice Rt a 0,54, questa settimana arriveremo a 0,85. Se dovesse proseguire questo trend, se si scavalla l’1 interverremo sulle mascherine”, ha affermato D’Amato sottolineando che sarebbe opportuno che la misura fosse “generalizzata. Il messaggio che viene dato è più semplice da far passare. E da far applicare. Poi saranno fondamentali controlli e sanzioni da parte di vigili e forze dell’ordine”.

“Da presidente della Regione Lazio dico che abbiamo bisogno con urgenza di attivare finanziamenti per migliorare la sanità”, ha invece affermato Nicola Zingaretti definendo “vantaggioso” il canale di finanziamento del Mes. “Presto come Regione presenteremo un piano per dimostrare quello che si potrebbe fare con queste risorse, sapendo che sono prestiti, ma che un investimento in sanità è un buon investimento, perché produce ricchezza e sviluppo”, ha spiegato Zingaretti, ribadendo anche le sue pressioni su Palazzo Chigi affinché proceda più speditamente e acceleri sul Mes, e magari più lentamente per quanto riguarda la riapertura degli stadi che il governatore del Lazio considera inopportuna in questo momento,  anche se “fino al 25% della loro capienza”. Le Regioni reclamano in sostanza autonomia differenziata e ruolo delle Regioni nella redazione del Recovery plan, come ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini al quotidiano Il Mattino.

L’applicazione di “forme e condizioni particolari di autonomia” alle Regioni, previste dall’articolo 116 della Carta costituzionale, secondo il governatore dell’Emilia-Romagna non acuisce il divario, che tra l’altro “è esattamente ciò che va evitato, perché il Paese deve ripartire insieme e più unito. Ma come per il Recovery fund, anche qui dico che un conto è avere obiettivi nazionali, altro conto è pensare far meglio accentrando a Roma tutta la gestione e la spesa”, ha affermato Bonaccini. In questo modo “non spenderemmo gran parte delle risorse che abbiamo ottenuto dall’Europa”. Con il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia  “abbiamo concordato la necessità di una legge cornice nazionale – ha aggiunto il presidente della Conferenza – l’urgenza di approntare livelli essenziali delle prestazioni che assicurino a tutti i cittadini una base di diritti e servizi omogenei, una perequazione solidale tra parti del Paese”. Occorre comunque “semplificare, ridurre le sovrapposizioni e accorciare la catena dell’attuazione, avvicinare ai cittadini e al territorio l’attuazione. Per me l’autonomia è questo, non chiedere più soldi”, ha ammonito Bonaccini.

Le Regioni chiedono inoltre di includere gli aeroporti regionali tra i destinatari dei finanziamenti europei nel quadro dei programmi nazionali o regionali da attuare nel contesto delle nuove prospettive finanziarie dell’Unione per il periodo 2021/2027, oltre che nel quadro dell’impiego delle risorse previste dal piano europeo per il recupero e la resilienza (Next Generation EU), apportando quindi le necessarie modifiche al regime europeo degli Aiuti di Stato, compatibilmente con le sfide epocali che gli aeroporti regionali si trovano a dover fronteggiare anche a seguito della pandemia.

La Conferenza delle Regioni ha in definitiva ribadito che, in quanto espressioni delle comunità locali, le Amministrazioni regionali  dovrebbero essere parte attiva nella scelta degli investimenti che verranno effettuati sul territorio per rilanciare l’intero Paese e non possono essere escluse dai processi decisionali.

“L’Italia è stato il primo Paese occidentale ad essere stato pesantemente colpito dal Covid-19”, ha rilevato l’Organizzazione mondiale della sanità, mettendo in evidenza il primato dell’Italia nella lotta contro l’epidemia, anche a ridosso delle parole pronunciate dal premier britannico Boris Johnson. L’Oms ha sottolineato che l’Italia è il Paese dove “il governo e la comunità hanno reagito con forza e hanno ribaltato la traiettoria dell’epidemia con una serie di misure basate sulla scienza”.

La BBC, a sua volta, rilevando la risposta del capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Johnson ha sottolineato che “in un Paese che ha lottato per l’indipendenza e per la liberazione dall’occupazione nazista, il suo presidente ha ricordato a Johnson che l’amore per la libertà non è esclusivamente un valore britannico”.

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