Marco Pritoni: vivere, bene, con l’Asperger

La sindrome di Asperger (abbreviata in SA) è un disturbo pervasivo dello sviluppo, annoverato fra i disturbi dello spettro autistico; non comportando ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche né disabilità intellettive, è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico «ad alto funzionamento». Comprende disturbi comportamentali e relazionali, ma chi ne è affetto può condurre una vita assolutamente normale e di successo. La locuzione fu coniata dalla psichiatra del Regno Unito Lorna Wing in una rivista medica del 1981 in onore di Hans Asperger, uno psichiatra e pediatra austriaco, il cui lavoro non fu riconosciuto fino agli anni novanta [fonte Wikipedia]. La casistica che vede personaggi di successo con la sindrome di Asperger, accertata o presunta che sia, è lunga e comprende nomi illustri. La più famosa balzata recentemente alle cronache è l’attivista verde Greta Thunberg. Ma altri nomi accreditati in tal senso sono: Michelangelo Buonarroti, Wolfgang Amadeus Mozart, Isaac Newton, Charles Darwin, Albert Einstein, Alfred Joseph Hitchcock, Steve Jobs, Susanna Tamaro, Tim Burton. Abbiamo approfondito l’argomento con una persona con la sindrome di Asperger, magari meno famosa di Greta, ma non per questo di minor successo, Marco Pritoni.

La sindrome di Asperger, di cosa si tratta esattamente?

Una forma di autismo particolare, definita autismo ad elevato funzionamento, si presenta sotto forma di una problematica che incide soprattutto dal punto di vista caratteriale. Viene diagnosticata tramite test nell’ambito della neuro-psichiatria. Nel mio caso, e in molti altri, è comune lo “sfarfallamento” delle mani, che si può notare in me quando sono particolarmente contento. Una cosa che abbiamo tutti noi Aspie (così ci chiamiamo per abbreviare), è un interesse speciale, che a volte cambia nel corso degli anni. Ti faccio un esempio, è successo che per un paio di anni io mi ero appassionato di un particolare sport, e in quei due anni ero un super esperto nei minimi dettagli di quello sport. L’unico interesse speciale che risiede in me da sempre è la musica, e mi diletto nell’intervistare artisti e fare recensioni di album di qualsiasi genere per la webzine Tuttorock.

Quale detrimento comporta la sindrome di Asperger?

Il problema principale è la socialità, il bisogno di isolarsi sporadicamente, il che all’interno di un gruppo può essere un problema, prova a immaginare di vedere uno che improvvisamente sparisce. La mancanza di empatia è sicuramente un ulteriore segno, così come la manifestazione delle emozioni. Molti, come me, hanno un forte fastidio in presenza di una certa frequenza sonora, particolari influssi dello spettro audio, ad esempio, quando mi passano vicino una motocicletta o un’ambulanza a sirene spiegate devo tapparmi le orecchie, così come nel caso di squilli di telefono. Ad esempio, in ufficio, se sto lavorando su un file e squilla un telefono anche se non è mio, mi ci vuole più di qualche minuto per riconcentrarmi, infatti, quasi sempre ascolto musica e mi permetto di dire che da quando sono in smart working lavoro molto meglio!

Vi sono anche vantaggi? Nel senso di sensi che vengono particolarmente acuiti?

Nel mio caso si evidenzia la capacità di analizzare documenti complessi in maniera molto veloce, così come possiedo un’alta capacità di apprendimento, lingue e discipline matematiche in genere, tutte queste cose mi facilitano nel mio lavoro da impiegato. Bisogna anche dire che questo riguarda gli argomenti che mi interessano, di questi ne posso parlare continuamente. Ma quando si parla di cose che non rientrano tra i miei interessi posso ascoltare e ripetere parola per parola, ma in maniera meccanica, senza che questo lasci traccia dentro di me.

A livello adolescenziale hai avuto problemi?

Tendevo a isolarmi, a non andare a giocare con gli altri. Il problema nasceva quando me lo facevano pesare, come la maestra che ti stimola a uscire quando tu stai bene da solo. L’asperger risente molto dell’ambiente in cui si muove, a un concerto mi trovo nella mia comfort zone ad esempio e non ho problemi a socializzare e stringere rapporti.

Come ti è stata diagnosticata?

Se ne è accorta la mia ragazza, lei lavora con i bambini e quindi anche quelli con forme di autismo. Frequentandoci si è resa conto di comportamenti ‘anomali’, da qui si è convinta ad approfondire la questione. Abbiamo trovato un luminare della materia a Torino e ci siamo recati da lui. Controllando i test e studiando il caso, ha confermato i sospetti della mia ragazza. Non essendoci delle cure mediche, ha consigliato dei percorsi di training cognitivo con terapie di gruppo per meglio rapportarsi nella socialità.

Altri problemi che si possono manifestare?

Quello che chiamano melt down, rabbia improvvisa a seguito di un programma andato male, mi trovo a rompere un oggetto o infuriarmi perché le cose non sono andate come avevo previsto. A questo picco segue quel periodo che chiamano shut down, un tempo di ricarica che può andare da alcune ore a uno o più giorni per recuperare calma ed energia. Ci tengo a precisare che in tutti i casi, sempre parlando di me, non capita mai che ci siano forme di violenza contro persone o animali.

Incide sui gusti e sui sensi?

Per esempio mi concentro e vengo toccato più sul versante della consistenza che del sapore, come le castagne lesse che non sopporto proprio, in alcuni casi di asperger anche il colore può influire, ad esempio, io, a volte, detesto un particolare cibo solo per il suo colore, in particolare se giallo. Un’altra cosa alla quale io ed altri con la sindrome di Asperger avvertiamo, è il tessuto degli abiti. Ad esempio io non sopporto il contatto della lana o di materiali sintetici con la pelle, infatti utilizzo solo capi in cotone.

I momenti di crisi accadono spesso?

Dipende, nel mio caso siamo nell’ordine dei 5 o 6 all’anno da quando ho preso coscienza e riesco a gestirli meglio sentendoli arrivare per tempo, ma capita ancora che non li avverto e cado nei melt down di cui parlavamo prima.

Quanti casi ci sono in Italia?

Si contano 300.000 diagnosticati, ma si stima che possano essere fino a 1.500.000 in Italia.

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