Vite violente

Sembra come se stessimo velocemente tornando indietro, passando dal contemporaneo all’epoca della vita nelle caverne quando si sopravviveva solo se si era più forti e violenti. I deboli soccombevano, incapaci di vivere senza aiuti. Quello che succede adesso nei confronti dei bambini e delle donne è un po’ quello che accadeva quando gli umani si vestivano con pelli di animali uccisi e mangiavano solo se cacciavano. Il più forte dominava e dettava legge; chi non si adeguava veniva ucciso.

Oggi, ripensandoci, è ancora peggio perché non è solo questione di legge del più forte ma è la totale mancanza del libero arbitrio cioè quella componente che ci permette di distinguerci dalle bestie. Il fatto di decidere che tipo di essere umano diventare. Jameson, un bimbetto di due anni americano non ha avuto questa occasione; è morto prima, ucciso dalle violenze del compagno della mamma che lo aveva preso come un giocattolo sessuale. All’insaputa della mamma. E lì ci sarebbe da discutere a lungo, ma non spetta a noi. Mi domando solo una cosa, un bambino di due anni va accudito, lavato, nutrito. Tu madre non vedi i segni delle violenze sul corpicino? Non senti le sue grida? Saranno le autorità competenti a scoprirlo. A me viene solo in mente una cosa; l’adorata polpettina di 3 anni che dà gioia alla nostra vita quando succede che giocando cada e si sbucci un ginocchio, piange che la sentono anche in un’altra provincia. Mah, lei invece era all’oscuro. Purtroppo, succede sovente di essere all’oscuro. E’ successo in Italia che un bimbo di 7 anni sia stato ucciso a bastonate – sì proprio così a bastonate – dal compagno della madre.

Penso a Giovanni, un bambino di 7 anni che conosco e che è il più simpatico e irritante bimbetto della terra. Vedo la sua faccia birbante e la sua tenacia nel ribadire la sua volontà spesso lontana anni luce dalla tua. E allora che fare? Bastonarlo? Non ci verrebbe mai in mente. A noi, ma noi cominciamo a essere di meno di loro; troppi gli episodi di violenza verso donne e minori. Troppi uomini giovani che uccidono, presi da raptus dicono dopo. Ma perché tutto questo? Molto spesso questi episodi orrendi accadono in contesti promiscui e di degrado, dove si vive in cerca di like e scarpe alla moda piuttosto che di frequenza scolastica e studio. Un problema sociale grave e anche un problema emotivo grave.

Un uomo violento è un uomo violento che si potrebbe aiutare; non bisogna accettare situazioni pericolose, non è amore quello che poggia sulla sottomissione. Ci sono tanti centri di ascolto e la società non è sorda alle richieste di aiuto. Ma bisogna chiederlo l’aiuto. Per Jameson, Giuseppe, Oscar e tanti altri bambini a cui è stato violentemente negato il diritto di diventare uomini. Perché è ormai troppo comune questo disprezzo verso la vita e questa violenza inaudita. Sicuramente c’entra la grande latitanza di principi e di educazione, il fatto di crescere in contesti protetti e rispettosi. Certo è che non si può più chiudere la pagina della notizia e fare finta di niente. Questo degrado sociale deve essere fermato e possiamo già iniziare noi non fomentando atteggiamenti violenti e di odio.

E soprattutto per le donne, cercando di distinguere l’amore vero dal desiderio di possesso, che non è mai sano. Mia o di nessun altro non è una frase romantica, è un epitaffio.

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