Addio, mia Cenerentola

A Torino c’è il Museo del Risparmio. Io non lo sapevo, l’ho scoperto recentemente perché sono stata invitata a un loro interessante seminario. E ho potuto meravigliarmi. In questo Museo è stato pensato un percorso che inizia proprio dalle basi della nostra economia con racconti sulla moneta, la sua origine e il suo ruolo nella storia della civiltà. In pratica si viene guidati all’inizio del consumismo e della società moderna, quando l’umanità si è resa conto di come fosse importante mettere da parte qualcosa invece di consumare tutto quello che veniva prodotto.

Ci sono anche molti approfondimenti, viene raccontato il passaggio dal baratto alle prime monete e perché si è chiamata così, moneta e non in altro modo; la nascita delle banconote e delle banche in Italia. Naturalmente si vengono a conoscere le origini e i protagonisti come la nascita della Federal Reserve e la crisi del 1929; si può apprendere nei dettagli la nascita dell’Euro e il ruolo della BCE. Insomma temi attualissimi e soprattutto molto interessanti.

Ma il Museo non è solo storia, è molto di più perché vuole far capire l’importanza di un’educazione finanziaria per tutti e ancora di più per le donne. Da una ricerca recente non vengono fuori dati confortanti; sappiamo che purtroppo oltre  il 50% delle donne italiane tra i 16 e i 64 anni non ha lavoro; questo significa che sono dipendenti economicamente da altri anche per le piccole spese quotidiane. Sono molte le donne e spesso sono donne giovani che delegano al padre, marito o compagno che sia, la cura dei soldi; addirittura a volte delegano la gestione dei guadagni.

Un clamoroso passo indietro che ci fa tornare agli anni in cui alla donna non era nemmeno permesso avere un conto corrente e tutto era a carico del padre prima e del marito dopo. Penso sia ancora troppo forte culturalmente il mito del Principe Azzurro. Insomma, a noi Cenerentola ci ha rovinate. Ha permesso a generazioni di sognare che tutto potesse cambiare, che una tipa senza istruzione, capace solo di fare le pulizie e dialogare con gli animali, potesse all’improvviso cambiare vita grazie a un Principe e ad una scarpetta di cristallo. Comodo vero?

Le domande che mi vengono in mente sono due. Primo, quanti Principi ci sono in giro? Pochi adesso poi sostituiti da calciatori e tronisti; seconda, abbiamo sotto gli occhi cosa voglia dire assurgere a posizioni apicali senza preparazione, un po’ come arrivare a fare il preside universitario senza passare dal liceo. Insomma roba da dilettanti allo sbaraglio.

Allora, per tornare a noi ragazze, l’educazione finanziaria e l’indipendenza finanziaria dovrebbero essere due must nella vita di tutte perché l’indipendenza è libertà e una volta indipendenti potrete sposare chi vi pare, anche un Principe. Perché no?

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