Quando gli uomini… (Film, 1971)

Non vi sembrerà possibile, ma Quando gli uomini armarono la clava… e con le donne fecero din don di Bruno Corbucci è (liberamente) tratto da due commedie di Aristofane Lisistrata e Le donne alla festa di Demetra, sceneggiato da Fabio Pittorru e Massimo Felisatti. Il film è un cavernicolo davvero trash interpretato da buoni attori come Antonio Sabato, Aldo Giuffrè, Vittorio Caprioli, Howard Ross (Renato Rossini), Elio Pandolfi, Maria Pia Giampocaro, Lucretia Love, Valeria Fabrizi e Gisela Hahn.

Nadia Cassini è niente meno che Listra (variazione di Lisistrata), moglie del capo che non riesce a fare l’amore perché gli uomini sono sempre impegnati a combattere. La giovane moglie insoddisfatta capeggia la rivolta delle donne che reclamano i loro diritti coniugali e va in esilio sulla montagna sacra lasciando gli uomini in compagnia di un buffo omosessuale (Pandolfi). Pasquale Festa Campanile aveva girato un anno prima Quando le donne avevano la coda (1970), scritto niente meno che da Umberto Eco e Quando le donne persero la coda (1971), su soggetto di Lina Wertmüller, entrambi interpretati da Lando Buzzanca. Il film di Corbucci si pone sulla stessa falsariga, attinge battute e situazioni dai citati testi classici, si caratterizza per una maggiore presenza femminile e spunti comici ai limiti della farsa.

Vittorio Caprioli è il capo villaggio che si crede intelligente ma ne combina di tutti i colori, tormentato da un boomerang di sua invenzione, si arrovella con nuove idee belliche, spesso inconcludenti. Tutto il film vive della rivalità tra due tribù: cavernicoli e acquatici (definiti palafittari!) che danno vita a battaglie fumettistiche a base di sganassoni, testate, scudi a forma di testuggine, improbabili catapulte e clave di nuova produzione (su idea femminile). Aldo Giuffré, il capo della tribù acquatica, a un certo punto si vede mangiare gli attributi virili da un piraña del fiume e cambia voce in un falsetto imbarazzante. Antonio Sabato è un cavernicolo guerriero che grida per tutto il film, si muove come uno scimmione, emette versi gutturali, fa chicchirichì prima di provare a far l’amore e combatte una battaglia interminabile contro il nemico. A un certo punto i cavernicoli perforano il terreno per trovare l’acqua e scoprono il petrolio, purtroppo imbevibile, ma il capo villaggio pensa che quel liquido nero sarà un motivo di pace nel mondo. Da notare che il film viene girato proprio al tempo della crisi petrolifera che produce tensioni tra le maggiori potenze e guerre interminabili in Medio Oriente. La pace resta un’improbabile illusione, pure quando Sabato e Cassini fuggono via a cavallo, alla ricerca di un luogo pacifico, che non troveranno. Il finale ricorda identica soluzione narrativa de Il pianeta delle scimmie (1968), fatte le debite proporzioni.

Un film insolito, quasi un fumetto ricco di comicità slapstick, sceneggiato per improvvisazioni da avanspettacolo, girato nel Lazio, tra Tor Caldara e Tor San Lorenzo.

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Regia: Bruno Corbucci. Soggetto: liberamente tratto da Lisistrata e Le donne alla festa di Demetra di Aristofane. Sceneggiatura. Massimo Felisatti, Fabio Pittorru, Bruno Corbucci. Fotografia: Fausto Zuccoli. Effetti Speciali: Eugenio Ascani. Montaggio: Vincenzo Tomassi. Musiche: Giancarlo Chiaramello. Scenografia: Nedo Azzini. Costumi: Luciana Marinucci. Casa di Produzione: Empire Films. Distribuzione: Fida Cinematografica. Interpreti: Antonio Sabato, Aldo Giuffrè, Vittorio Caprioli, Howard Ross (Renato Rossini), Elio Pandolfi, Nadia Cassini (doppiata da Vittoria Febbi), Pia Giancaro (doppiata da Micaela Esdra), Lucretia Love (doppiata da Flaminia Jandolo), Valeria Fabrizi, Gisela Hahn, Gerry Bruno, Elio Crovetto, Sandro Dori, Vittorio Congia, Gli Alluminogeni, Patrizia Adiutori, Ria Simmons, Barabara Pignaton, Umberto Di Grazia, Adler Gray, Enzo Maggio, Franco Pasquetto, Mimmo Poli, Bruno Beani, Annabella Incontrera.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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