Oro & piombo (Film, 2019)

Miglior Opera Prima al Terra di Siena Film Festival, il film indipendente Oro & piombo di Emiliano Ferrera sbarca nelle sale del circuito Fice. Riusciamo a vederlo al Cinema Metropolitan di Piombino, una struttura d’altri tempi, da cinquecento posti, eccessivi per quanti frequentano il cinema d’autore e si spingono a vedere pellicole non pubblicizzate.

Oro & piombo è sceneggiato dal regista e dai due attori principali (Pucci e Carnevale) sulla falsariga del vecchio western italiano, ma nel ruolo principale troviamo una donna in cerca d’una vecchia miniera e soprattutto di vendetta. Tutti i topoi del cinema western sono rispettati, il regista è bravissimo a stringere il campo e a girare quasi ogni sequenza in primo piano (persino primissimo), vuoi per citare Sergio Leone, vuoi per evitare che si capisca troppo che ci troviamo tra le montagne della Basilicata. Un lavoro girato molto bene, che segue ritmi lenti e compassatezza del genere, rifacendo intere sequenze di C’era una volta il west e di altri capolavori del nostro cinema, tra vento che fischia, polvere e colonna sonora che ricorda il passato. Il personaggio del tonto è prelevato dal cinema di Terence Hill e Bud Spencer, utilizzato sia in funzione narrativa che per citare il lato comico del nostro western. Il regista inserisce nel contesto un luogo storico del cinema bis: le cascate del fiume Treja di Monte Gelato, nel comune di Mezzano Romano, con una scena inutile nell’economia del film ma importante per ricordare che persino Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ci ambientarono una parodia western.

Gli attori sono tutti bravi, a parte la breve presenza dell’esperto Greg, citerei Yassmin Pucci, intensa e ben calata nel personaggio, di una bellezza selvaggia e dalla grande personalità. Tiziano Carnevale diverte e appassiona il pubblico nel suo ruolo da Terence Hill dei poveri, sprovveduto e angelico, innamorato e inconsapevole dei rischi che sta correndo. Il pistolero senza nome è uno dei suoi miti, sembra una leggenda ma esiste davvero, è una sorta di sosia di Clint Eastwood che arriva sempre al momento giusto. Tutte azzeccate le maschere dei cattivi, con il tipico sguardo da uomini duri, razzisti e misogini, pronti a menare le mani e a scannarsi per un sorso di acquavite come per la mappa di una miniera.

Si perdonano alcuni buchi di sceneggiatura e certe piccole ingenuità; il regista usa molto bene il digitale per rifare un genere che è stato artigianato puro e un segno distintivo del cinema italiano. In preparazione una serie televisiva. Vedremo se gliela lasceranno fare. Adesso vanno molto di moda, certo più del cinema western. Da vedere, anche se non sarà facile.

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Regia: Emiliano Ferrera. Sceneggiatura: Yassmin Pucci, Tiziano Carnevale, Emiliano Ferrera. Fotografia: Armando Barberi. Costumi: Rosanna Grassia. Colonna sonora: Lorenzo Pinto, Gennaro Alfano (eseguite da Dollaro d’onore e Dan Mudd). Maestro d’Armi: Ottaviano Dell’Acqua. Consulente storico: Marco Fanciulli. Interni e parte di Esterni: Cinecittà World. Interpreti: Yassmin Pucci, Tiziano Carnevale, Alessandro Maria Ostili, Fernando Di Virgilio, Claudio Greg Gregori, Piero Olivieri. Produzione: OldType Production.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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