La Pop Art è (anche) Donna

Il movimento della Pop Art esplode durante gli anni della ricostruzione. Nonostante in quel periodo si facesse largo, soprattutto tra gli intellettuali, il principio della parità dei sessi, la Pop Art si identifica automaticamente con artisti del calibro di Andy Warhol, Roy Lichenstein, James Rosenquist, Jasper Johns o Robert Rauschenberg. Un gender gap che ancora ad oggi non si è colmato. Eppure, le molte artiste che fanno parte del movimento, pur avendo avuto grande influenza all’interno dello stesso, non hanno mai ricevuto il riconoscimento che meritavano.

La Pop Art rifletteva il periodo di fermento della società dell’epoca proponendo forme nuove ed eccentriche rafforzate da colori vivaci e forti. Tra le artiste internazionali che hanno interpretato il filone pop e che hanno rivendicato un ruolo di rilievo per le donne nell’arte troviamo l’inglese Pauline Boty la greca Chryssa, la canadese Joyce Wieland, la venezuelana Marisol, la svedese Barbro Ostlihn, la giapponese Yayoi Kusama. A queste si aggiungono le esponenti statunitensi quali Judy Chicago, Rosalyn Drexler, Lee Lozano e Idelle Weber.

Judy Chicago è conosciuta soprattutto per la sua opera The Dinner Party (1974-1979) custodita dal 2002 nel Brooklyn Museum of Art. A quest’opera hanno partecipato centinaia di volontari ed è un tributo alla memoria delle donne escluse dalla Storia sotto forma di un grande tavolo triangolare su cui sono posti 39 piatti stilizzati, omaggio simbolico ad altrettante donne celebri.

Al già nutrito gruppo si aggiunge Niki de Saint Phalle, artista francese deceduta nel 2002 che si è avvicinata all’arte, riconoscendone effetti benefici, dopo un esaurimento nervoso. In Italia è divenuta famosa per aver realizzato il Giardino dei Tarocchi a Capalbio.

Tra le italiane, il posto d’onore spetta a Giosetta Fioroni, classe 1932, romana, figlia d’arte. Vive tra Roma e Parigi. Nel 1956 comincia a collaborare come costumista per la nascente Tv italiana. Protagonista assieme a Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli della scena romana negli anni Sessanta. Fa parte della Scuola di Piazza del Popolo, il gruppo di giovani artisti , che si ritrovavano al bar Rosati e gravitava attorno alla galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis.

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