Coronavirus, di chi la colpa?

Ho già fatto riferimento in note precedenti alle teorie cospirative che circolano nella Rete. Uno studio molto serio di un eminente specialista inglese le esamina analiticamente e in modo che mi è parso convincente.

Lo studio scarta completamente l’ipotesi, diffusa dai cinesi, ma su cui per la verità non si è più tornati a Pechino, che all’origine dell’epidemia fossero militari americani in visita a Wuhan in novembre, subito smentita da Washington e dall’evidenza dei fatti. Esamina poi, e rigetta come un mito, la teoria, a quanto pare avanzata dai russi, per cui il virus sarebbe stato creato dalla NATO. Una mossa di stupida e inefficace propaganda, che in pochi si sono bevuta. Conosco bene la NATO e le sue strutture e il modus operandi per sentirmi di escluderla; tra l’altro, che interesse avrebbe avuto l’Alleanza a creare e disseminare un virus che colpisce i suoi membri, alcuni in modo grave?

Lo studio passa poi a esaminare la teoria, questa sì ampiamente circolata, che il virus sia stato creato volontariamente dalla Cina per mettere in ginocchio l’Occidente, ma la scarta, non per motivazioni politiche, ma tecniche, dato che esperti seri hanno constatato dallo studio del genoma che la sua “fabbricazione” è casuale ben difficilmente corrisponde a una sequenza predeterminata.

Ma non improbabile, secondo lo studio, è che il virus sia sfuggito al controllo di un laboratorio  di Wuhan (di cui visitatori americani avevano constatato le condizioni di sicurezza assai precarie). Il laboratorio stava studiando una precedente ondata di virus SARS cercando un rimedio o un vaccino, non è impossibile che qualcosa sia andata fuori controllo, senza deliberata volontà cinese. Questa appare oggi la tesi corrente negli Stati Uniti – avallata dallo stesso Segretario di Stato Mike Pompeo – e su cui starebbero lavorando le agenzie di intelligence americane e inglesi.

Tutto sommato, però, lo studio conclude che la tesi più probabile resta l’origine animale nel mercato di Wuhan. Ciò non attenua la gravità della pandemia, né le colpe cinesi nel ritardo ad ammettere l’inizio della diffusione del virus, ma rende tutta questa tragedia almeno un po’ meno sinistra.

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