C’est la vie – Prendila come viene (Film, 2017)

Il cinema francese continua a stupire per vitalità e inventiva, soprattutto per la produzione di commedie sofisticate e divertenti che raccontano il quotidiano, approfondiscono i caratteri e fanno sorridere senza scadere nella farsa ridanciana. Olivier Nakache e Éric Toledano sono due registi-sceneggiatori che da alcuni anni lavorano insieme – ricordiamo il David di Donatello per Quasi amici (2012), Samba (2014), mentre il loro ultimo film affronta il tema dell’autismo (Hors normes, 2019) – caratterizzando le storie con grande affiatamento e spiccato senso del comico.

C’est la vie – Prendila come viene, in Francia ha il più consono titolo Le sens de la fête (Il senso della festa), perché è una commedia corale ambientata in una classica unità di tempo e di luogo: una festa matrimoniale. Il protagonista è Max Angély (Bacri), un esperto wedding planner incaricato di organizzare nei minimi dettagli lo sfarzoso matrimonio di Pierre (Lavernhe) ed Hélèna (Chemla) che si celebra in un castello rinascimentale.

La storia è tutta qui, ma la commedia scaturisce dai personaggi strampalati e dalle improbabili situazioni: un personale ribelle e bislacco, le numerose incomprensioni, i problemi personali di ogni protagonista della serata. La bravura degli sceneggiatori sta tutta nel saper gestire il materiale umano e la sin troppa (ma non eccessiva) carne sul fuoco, partendo dal compleanno di Max e dai problemi personali con moglie e amante, passando per camerieri incapaci che ce la mettono tutta per mandare in malora la festa, per finire con le furibonde incomprensioni tra un cantante e il braccio destro di Max. Aggiungiamo uno sposo irritante e una madre onnipresente, un fotografo che si ostina a non passare al digitale, alcuni inservienti bengalesi che comprendono poco di quel che accade, un cameriere fissato con le regole grammaticali, un altro che capisce sempre tutto in ritardo e molti altri ingredienti saporiti che vanno a comporre una commedia corale spassosa e senza buchi di sceneggiatura.

Davvero, ci fa quasi male parlare sempre così bene del cinema francese contemporaneo, in contrapposizione alle penose commedie che si girano in Italia, ma “c’est la vie, prendiamola come viene”. Scusate la battuta.

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Regia: Olivier Nakache, Éric Toledano. Soggetto e Sceneggiatura: Olivier Nakache, Éric Toledano. Fotografia: David Chizallet. Montaggio: Dorian Rigal-Ansous. Scenografia: Tibor Dora, Nicolas De Boiscuillé. Costumi: Isabelle Pennetier. Trucco: Pascal Thiollier, Romanin Marietti. Paesi di Produzione: Francia, Canada, Belgio. Genere: Commedia. Durata: 117’. Interpreti: Jean-Pierre Bacri, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Benjamin Lavernhe, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clément, Hélène Vincent, Alban Ivanov, Judith Chemla, William Lebghil, Kévin Azais, Antoine Chappey, Mammathan Basky, Kherreddine Ennasri, Gabriel Naccache, Nicky Marbot, Manickam Sritharan, Jackee Toto, Paramasay Jeasavan, Grégoire Bonnet.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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