Animali, lotta UE al traffico illegale

Cani e gatti sono i migliori amici dell’uomo e sono presenti in numero altissimo nelle case dei cittadini europei, ma proprio per l’accoglienza che gli europei hanno per gli animali, dietro questo amore si è sviluppato un fiorente commercio illegale dei cuccioli.  In risposta al sentimento per cui i cittadini europei tengono al benessere dei loro amici, basandosi sul sondaggio dell’Eurobarometro secondo cui il 74% dei cittadini europei crede che vadano protetti di più; i deputati del Parlamento europeo hanno avanzato una serie di proposte.

Il commercio illegale è alimentato dai prezzi concorrenziali che fanno gola agli acquirenti, ma causa cattive condizioni di allevamento, cuccioli separati troppo presto dalle loro madri e costretti ad affrontare lunghi viaggi in condizioni stressanti con privazioni di acqua né cibo. Senza sottovalutare i rischi per la salute umana, in quanto gli animali soggetti a commercio illegale spesso non vengono vaccinati, con il rischio di diffondere malattie infettive, financo la rabbia, a persone e altri animali.

Nella plenaria dello scorso 12 febbraio i deputati hanno approvato (607 voti a favore, 3 contrari, 19 astenuti, su un totale di 629 votanti) una risoluzione per chiedere alla Commissione di presentare una proposta per un sistema obbligatorio a livello europeo per l’identificazione e la registrazione di cani e gatti. Ogni mese nella UE si scambiano 46.000 cani per un business complessivo di oltre 5,5 milioni di euro al mese, in gran parte non registrati, questo richiede maggiori controlli e sanzioni più severe contro chi fornisce passaporti falsi per gli animali di compagnia. La risoluzione approvata dal Parlamento chiede la definizione comune dell’UE per gli allevamenti di cuccioli e gattini, poiché le differenze negli standard di benessere degli animali portano a disparità di prezzo che vengono sfruttate dagli allevamenti illegali, cuccioli vengono acquistati a circa 60 euro e rivenduti a prezzi fino a 20 volte superiori, a seconda dello Stato membro in cui si piazza l’animale. I deputati chiedono delle norme UE per l’allevamento degli animali da compagnia, e incoraggiano i paesi dell’Unione europea a istituire dei registri di allevatori e venditori autorizzati. Il Parlamento incoraggia anche le persone ad adottare cani e gatti anziché comprarli.

Per Eurogroup for Animals (organizzazione che raggruppa numerose associazioni animaliste europee, di cui LAV è partner italiano da molti anni) “L’implementazione dell’identificazione e della registrazione a livello europeo per cani e gatti garantirebbe la piena tracciabilità degli animali. Con i poteri conferiti dalla Animal Health Law, normativa europea a tutela degli animali, prima del 2023 ci aspettiamo vedere un atto delegato che affronti questo problema”.

Un punto importante della risoluzione è ove si affronta il fenomeno del randagismo e dell’abbandono, la risoluzione approvata dal PE chiede di privilegiare le adozioni di animali abbandonati. Nei paesi in cui non è previsto il mantenimento “a vita” dei randagi, questi vengono soppressi se, in un periodo variabile da nazione a nazione, non vengono accolti da una famiglia. Così facendo, l’Europarlamento ha messo l’accento sulla necessità di adottare rispetto a quella di acquistare, tutelando in questo modo la vita dei cani abbandonati che vengono accolti in canili e rifugi.

Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, ha dichiarato: “Questo traffico illegale non solo danneggia gli operatori commerciali che rispettano la legislazione dell’Ue, ma ha anche implicazioni negative per la salute pubblica, il benessere degli animali e la tutela di chi li acquista. Plaudiamo all’iniziativa del Partito Popolare Europeo che ha fortemente voluto questa proposta che rimedia ad un vuoto legislativo annoso e che attualizza il problema del traffico di animali, occupandosi non solo di quelli su strada ma anche di quelli via Internet.”. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi, co-autrice della risoluzione: “La risoluzione contro il traffico illegale di animali è una scure contro un business redditizio molto più esteso di quanto si possa aspettare e legato a doppio filo con la criminalità organizzata. In Italia oltre 400mila cani e i gatti vengono importanti illegalmente per essere venduti sul mercato nero, un mercato che frutta oltre 300 milioni di euro. Adesso tocca all’Europa porre fine a questa crudeltà”.

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