L’offerta di Macron

In un discorso alla Scuola di guerra, il Presidente francese Macron ha fatto un’offerta straordinariamente importante dichiarandosi pronto a mettere a disposizione dell’Europa le forze nucleari francesi (la famosa “force de frappe” voluta da De Gaulle).

Essendo uscita la Gran Bretagna dall’UE, la Francia è rimasta la sola potenza nucleare dell’Unione. Dispone di 300 testate nucleari, poche paragonate agli arsenali della Superpotenze, ma non irrilevanti ai fini della deterrenza. L’offerta s’inquadra in un discorso complessivo che Macron viene sviluppando da tempo per convincere gli europei  ad assumersi maggiori e più autonome responsabilità in materia di sicurezza e difesa, partendo dalla considerazione della minor credibilità degli Stati Uniti e quindi della NATO (che egli stesso aveva definito provocatoriamente “in morte cerebrale”). Fino ad ora, questa impostazione ha trovato scarsi entusiasmi e non poco scetticismo dalla Germania e da vari altri paesi dell’Unione, specie quelli dell’est che sono ancora attaccati alle garanzia USA-NATO.

Temo perciò che questa iniziativa francese non abbia grandi possibilità di seguito concreto. Occorrerebbero veri statisti in Europa, del calibro dei De Gasperi, Adenauer e Schuman per farne oggetto di una politica seria ed efficace, come quella che portò ai Trattati di Roma. E va riconosciuto che sostituire sia pure gradualmente il consistente apparato militare americano in Europa con forze autonome presenta problemi finanziari e quindi politici rilevanti. Non sarà certo il fragile governo italiano a poterli, non dico affrontare, ma semplicemente considerarli.

Trump è Trump, in  tutta la sua imprevedibilità. Il rischio di un progressivo abbandono dell’Europa, durante un secondo mandato di Trump, esiste. Ma forse non è saggio anticipare i tempi e magari giustificare una loro accelerazione. Resta il fatto indiscutibile che l’Europa, economicamente forte è militarmente poco rilevante e credo che la fine dell’Alleanza Atlantica (di cui sono stato per tutta la mia vita attivo sostenitore) la lascerebbe esposta al gelido vento di Mosca.

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