Tina Modotti, fotografa della rivoluzione

Dal 7 maggio, al Museo delle Culture di Milano (MUDEC), apre al pubblico l’imperdibile retrospettiva Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà, in mostra fino al 6 settembre.

Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti, meglio conosciuta come Tina Modotti, non è stata solo fotografa, ma anche attrice, modella nonché viaggiatrice instancabile (ha vissuto negli Stati Uniti, in Messico, in Europa e in Russia). Insomma una intellettuale a tutto tondo. Molti dei suoi celebri scatti sono conservati nei più importanti istituti e musei del mondo.

Figlia di una sarta e di un carpentiere, Tina, di spiccata bellezza e forte personalità, riesce a lasciare un’impronta indelebile nel panorama culturale internazionale nonostante la sua breve vita. Una vita cominciata ad Udine, costellata di viaggi, di amicizie con pittori e poeti (da Frida Kahlo a Diego Rivera, da Pablo Neruda a Rafael Alberti e Pablo Picasso), di passioni pubbliche e private, di amori, passioni e separazioni laceranti. Una vita che si concluderà, secondo una versione ufficiale messa in dubbio di recente, in un taxi messicano, a soli 46 anni stroncata da un infarto.

La mostra, curata per Mudec Photo da Biba Giacchetti con il Comitato Tina Modotti di Udine, costituisce una testimonianza eccezionale dello spirito libero e anticonformista della fotografa grazie alle stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate a partire dai negativi di Tina messe a disposizione da Vittorio Vidali, compagno di vita della fotografa. Senza contare le lettere, i documenti forniti dalla sorella di Tina e i filmati d’epoca.

Tina, nonostante il suo continuo girovagare per il mondo, non è mai tornata nella sua amata terra natale a causa delle sue attività antifasciste e della morte prematura.

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