Quel che resta di mio marito (Film, 2006)

Quel che resta di mio marito (titolo originale Bonneville) di Christopher N. Rowley viene presentato dalla critica come un film drammatico, ma è commedia sentimentale on the road, intensa e coinvolgente, molto introspettiva, che narra una storia di amicizia tra donne e descrive la forza di un sentimento che supera i confini della vita. Presentato al Toronto Film Festival nel 2006, esce solo nel 2008, distribuito (male) anche in Italia, da Teodora Film. Adesso si può vedere grazie al circuito satellitare Cielo, con tutta probabilità anche on line, dopo il passaggio sul piccolo schermo.

La storia è molto semplice. Arvilla Holden (Lange), dopo la morte del marito si trova a dover combattere contro la figlia del suo uomo (avuta con la prima moglie), sia per l’eredità che sul modo di onorare le ceneri del defunto. Arvilla deve prendere una decisione importante e per farlo è costretta a intraprendere un viaggio in auto che la porterà da Pocatello (Idaho) a Santa Barbara (California), dove vive la figlia del marito. Per questo motivo chiama le sue amiche Margene Cunningham (Bates) e Carol Brimm (Allen) e condivide con loro un’esperienza straordinaria che cambierà le loro esistenze. La forza del film sta tutta in questo on the road nordamericano, tra paesaggi mozzafiato, con riprese in gran parte effettuate nello Utah, tra il Parco Nazionale del Bryce Canyon, Las Vegas e Salt Lake City.

Molto interessante l’interpretazione delle tre protagoniste, su tutte Jessica Lange – vedova tormentata da dubbi e rimorsi – ma non sono da meno la vulcanica Kathy Bates e la più riflessiva Joan Allen, amiche dai caratteri diversi che si amalgamano bene tra loro. Il viaggio porta alla scoperta dei rispettivi caratteri, grazie a incontri fortuiti con un giovane autostoppista alla ricerca del padre, un camionista galante e persino una coppia di ladri. Non mancano litigi e rappacificazioni, momenti sentimentali, ricordi, incertezze, esperienze vissute intensamente, emozioni indimenticabili. Non sveliamo il finale, né la decisione sul destino delle ceneri del defunto, perché il film vale la visione e la sorpresa non può essere rovinata da un fastidioso spoiler.

Fotografia straordinaria, scenografie sontuose, riprese da regista maturo, sceneggiatura che a tratti mostra la corda (la storia è molto risicata), ma che subito si riprende e coinvolge dal lato sentimentale. Ottimo uso di una voce fuori campo per rendere evidenti i pensieri della protagonista e il ricordo di un amore perduto. Da vedere.

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Regia: Christopher N. Rowley. Sceneggiatura: Daniel D. Davis. Produttore: John Kilker, Robert May. Fotografia: Jeffrey L. Kimball. Montaggio: Anita Brandt-Burgoyne, Lisa Fruchtman. Scenografia: Christopher R. DEMuri. Genere: Commedia, Sentimentale, Drammatico. Durata: 93′. Interpreti: Jessica Lange, Kathy Bates, Joan Allen, Tom Skerritt, Christine Baranski, Victor Rasuk, Tom Amandes. Titolo originale: Bonneville.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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