Gli ultimi saranno ultimi (Film, 2015)

Un film tratto da una commedia dello stesso regista Massimiliano Bruno, interpretata dalla Cortellesi, a sua volta nata da un racconto di Vincenzo Fiore (Esilio metafisico), che non regge la durata di una pellicola cinematografica, soprattutto non ha il respiro di una storia di provincia scritta con realismo e partecipazione. Le buone intenzioni ci sarebbero tutte: narrare le vicissitudini di una donna ingiustamente licenziata dal lavoro (Cortellesi) perché incinta, alle prese con un marito immaturo (Gassman) e con i problemi quotidiani, al contempo raccontare le gesta di un poliziotto in crisi (Bentivoglio) dopo la morte in servizio di un giovane collega.

Buona l’ambientazione ad Anguillara Sabazia, nel viterbese, tra processioni e feste di paese, gite sul lago e ristoranti tipici; discreta la colonna sonora e diligente la fotografia. Sceneggiatura da rivedere, con dialoghi impostati, assurdi, pieni di luoghi comuni; montaggio lento e compassato; tono di fondo indeciso tra commedia e dramma. Il film è un lungo flashback narrativo visto dagli occhi della protagonista che sta per sparare un colpo di pistola in un confuso e cervellotico finale che trascina la pellicola in una deriva da pessimo fumetto. Tutto il resto è telenovela di provincia, con l’amore contrastato tra il poliziotto e un trans brasiliano, la vita sciagurata di un marito che non lavora ma si dedica a scommesse clandestine e amanti, l’esistenza di una protagonista che cerca di recuperare un lavoro perduto.

Nonostante la pochezza del prodotto, Bruno fa incetta di premi e di nomination ai vari festival, convincendo persino parte della critica che parla di commedia che racconta i problemi del mondo del lavoro e la discriminazione femminile. Incasso stratosferico: due milioni e mezzo di euro. Gli attori devono fare i conti con dialoghi scritti malissimo, chi se la cava meglio è Fabrizio Bentivoglio, alle prese con un personaggio troppo assurdo per essere ben caratterizzato. Alessandro Gassman ricopre il ruolo di sempre, il più stereotipato: il belloccio irresponsabile che non ha voglia di lavorare ma che alla fine mette la testa a posto. Paola Cortellesi è del tutto fuori misura nella connotazione tragica della protagonista, per me resta un mistero il suo successo e la sua eccessiva presenza nel cinema italiano. Ilaria Spada è bella e visto il ruolo – l’amante per una sera del marito irresponsabile – è più che sufficiente. Stefano Fresi è bravo ma si vede poco, giusto nel finale, che è la parte più imbarazzante di un film che lascia sconcertati.

Gli ultimi saranno ultimi dimostra ancora una volta come il cinema italiano stia scivolando verso chine pericolose per (de)merito di autori troppo considerati rispetto alle reali capacità. Massimiliano Bruno ne è l’esempio perfetto. Da evitare, se ci riuscite.

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Regia: Massimiliano Bruno. Soggetto e Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Furio Andreotti, Gianni Corsi. Produttore: Fulvio e Federica Lucisano per IIF, con la collaborazione di Rai Cinema. Distribuzione: 01 Distribution. Fotografia: Alessandro Pesci. Montaggio: Luciana Pandolfelli. Musiche: Maurizio Filardo. Scenografia: Sonia Pneg. Costumi: Alberto Moretti. Interpreti: Paola Cortellesi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi, Ilaria Spada, Maria Di Biase, Giorgio Caputo, Irma Carolina Di Monte, Silvia Salvatori, Matteo Valentini, Alessandra Costanzo, Lucia Batassa.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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