IBMF, Fondo europeo 2021-2017

La gestione delle frontiere e la migrazione sono state una priorità politica sin dall’inizio del mandato della Commissione Juncker, già dagli orientamenti politici del Presidente Juncker del luglio 2014 all’ultimo Discorso sullo stato dell’Unione del 13 settembre 2017 si capiva l’orientamento e l’attenzione posta dall’esecutivo da lui guidato rispetto i movimenti migratori. Proprio per questo la Commissione Juncker aveva proposto per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027), di triplicare i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere portandoli (Fondo IBMF) a 34,9 miliardi di euro, rispetto ai 13 miliardi del periodo precedente.

Si tratta di una risposta forte risposta alle accresciute sfide in materia di migrazione, mobilità e di sicurezza: essa prevede strumenti di finanziamento più flessibili per far fronte a eventi migratori imprevisti, e pone la protezione delle frontiere al centro del nuovo bilancio. Sarà creato un nuovo fondo separato per la gestione integrata delle frontiere, e l’Agenzia della guardia di frontiera e costiera sarà ulteriormente rafforzata con un nuovo corpo permanente di guardie di frontiera di circa 10 000 elementi. Il nuovo fondo per le frontiere aiuterà inoltre gli Stati membri a effettuare i controlli doganali, finanziando le relative attrezzature. Una protezione efficace delle frontiere esterne dell’UE è fondamentale ai fini della gestione della migrazione e per garantire la sicurezza interna. È grazie a delle frontiere esterne solide, inoltre, che l’UE può mantenere uno spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne. La Commissione propone di assegnare 21,3 miliardi di euro per la gestione delle frontiere in generale, e di creare un nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere (Integrated Border Management Fund – IBMF) per un valore di oltre 9,3 miliardi di euro.

I punti focali del nuovo intervento UE puntano al rafforzamento delle frontiere esterne dell’Europa creando una guardia di frontiera e costiera europea, con compiti di verifica e uso di tecnologie avanzate per gestire ingressi e uscite dai confini europei. Per le nuove tecnologie verranno messi a disposizione 1,3 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri nell’acquisto, nella manutenzione e nella sostituzione di attrezzature doganali di punta come nuovi scanner, sistemi automatizzati di riconoscimento delle targhe, squadre di cani da fiuto e laboratori mobili di analisi di campioni.

Una nuova politica dei visti messa in campo anche attraverso l’erogazione di 4,8 miliardi di euro agli stati membri suddivisi in una quota fissa di 5 milioni di euro e il resto sarà ripartito sulla base del carico di lavoro, della pressione e del livello di minaccia alle frontiere esterne terrestri (30%), alle frontiere esterne marittime (35%), negli aeroporti (20%) e negli uffici consolari (15%). Per le emergenze verranno stanziati 3,2 miliardi di euro saranno destinati a sostegni mirati per gli Stati membri, a progetti a livello dell’UE, e ad affrontare necessità urgenti. Ulteriori 12 miliardi di euro saranno destinati a rafforzare ulteriormente l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ed EU-LISA.

Risulta ora essenziale un rapido accordo sul bilancio complessivo a lungo termine dell’Unione europea al fine di assicurare che i fondi dell’UE inizino a produrre risultati concreti al più presto possibile. I ritardi potrebbero compromettere la capacità dell’Unione europea di reagire a eventuali future crisi e potrebbero far fallire progetti relativi a fondi di primaria importanza come i programmi a livello UE di rimpatrio volontario assistito e di riammissione e la prosecuzione dei finanziamenti dell’UE per il reinsediamento. Un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine nel 2019 consentirebbe una transizione agevole tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Sulla base dell’esperienza passata e della consapevolezza che la migrazione resterà una sfida in futuro, proponiamo un aumento dei finanziamenti che è senza precedenti. Il rafforzamento delle frontiere comuni dell’UE, in particolare grazie alla guardia di frontiera e costiera europea, continuerà ad essere una grossa priorità. Introdurre una maggiore flessibilità negli strumenti di finanziamento significa essere pronti ad aiutare gli Stati membri in tempi brevi; dove ne hanno bisogno e quando ne hanno bisogno – in particolare in caso di crisi”.

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Una migliore gestione delle frontiere esterne e la migrazione rimarranno priorità fondamentali per l’UE, gli Stati membri e i nostri cittadini negli anni a venire. Sfide più grandi richiedono maggiori risorse – questo è il motivo per cui proponiamo di triplicare circa il bilancio in quest’ambito. L’aumento dei finanziamenti sarà fondamentale per garantire che si possano realizzare le seguenti priorità politiche: rendere più sicure le nostre frontiere esterne, continuare a concedere protezione a coloro che ne hanno bisogno, sostenere maggiormente la migrazione legale e gli sforzi d’integrazione, contrastare la migrazione irregolare, e rimpatriare in modo efficiente chi non ha diritto di soggiornare sul territorio dell’UE.”

Il Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane Pierre Moscovici ha dichiarato: “I 115 000 funzionari doganali dell’UE sono in prima linea nella protezione dei cittadini dalla contraffazione o dalle merci non sicure e da altre forme di commercio illegale. Per sostenerli in tale compito fondamentale, proponiamo oggi un nuovo fondo per un valore di 1.3 miliardi di euro, affinché i paesi dell’UE si dotino delle attrezzature doganali più di punta. L’unione doganale celebra il suo 50º anniversario il mese prossimo, e l’UE deve continuare a garantirne il consolidamento”.

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