Italia delle Regioni

Mai come in queste festività natalizie l’augurio più sentito per il 2014 è quello del lavoro e dello sviluppo per le imprese ed i nostri giovani. Nella prospettiva del semestre italiano di presidenza dell’Unione dal 1 luglio 2014 le regioni, il governo italiano e l’Unione Europea intendono stimolare con misure concrete  le politiche di rilancio della produzione, dei consumi e del lavoro giovanile.

Gli indicatori economico-sociali del 2013 che volge al termine hanno evidenziato come i giovani siano tra i soggetti  maggiormente colpiti dalla crisi economica. Nel corso 2013 il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE si è attestato intorno al 41 %, più del doppio di quello delle altre fasce di età.   Nell’UE 7,5 milioni di giovani europei, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, sono disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione.    La condizione occupazionale dei giovani è da tempo al centro dell’attenzione e dell’impegno operativo delle Regioni italiane.  Tale approccio, peraltro, si interseca con le raccomandazioni europee in materia di occupazione giovanile (YEI) e di attuazione della Garanzia Giovani, tema quest’ultimo di grande attualità sul quale è in corso un serrato  confronto interistituzionale tra le Regioni ed il Governo di Enrico Letta.

Riportano alcuni dei principali ambiti in cui si è sviluppata l’azione coordinata tra Unione Europea, Governo e Regioni per prevenire e fronteggiare la disoccupazione giovanile.

L’impegno della Commissione europea per il lavoro dei giovani:  assegnati 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Per affrontare i livelli inaccettabilmente elevati di disoccupazione giovanile, la Commissione Europea ha adottato il pacchetto per l’occupazione giovanile.  La Commissione europea ha recentemente proposto norme operative per attuare l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile.   A questa iniziativa, che è stata proposta dal Consiglio europeo sono stati assegnati 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.  ászló Andor, Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, ha dichiarato: “Recependo il forte segnale politico lanciato dal Consiglio europeo a sostegno dell’iniziativa della garanzia per la gioventù e di altre misure concepite per affrontare il livello record di disoccupazione giovanile, fortemente richieste in particolare dal governo centrale e dalle regioni italiane, la Commissione ha messo a punto una proposta concreta per consentire agli Stati membri di cominciare ad utilizzare le risorse disponibili subito dopo l’entrata in vigore del nuovo quadro finanziario 2014-2020.”

Le misure incideranno molto presto nell’economia dei singoli stati membri: entro il 2015 verranno stanziati 6 milioni di Euro per i Paesi con oltre il 25 % di disoccupazione giovanile, provvedimento che sarà pertanto esecutivo in Italia, che ha registrato purtroppo un tasso di disoccupazione dei giovani di circa il 41 %. Questi stanziamenti insieme a tutte le voci del bilancio comunitario potranno essere poi ridiscusse nel 2016 dal nuovo parlamento europeo che scaturirà dalle elezioni del 25 maggio 2014.

Per l’ apprendistato e misure a favore dei giovani per un primo inserimento lavorativo, nelle azioni attive delle regioni  l’apprendistato si pone quale via privilegiata per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro  e per questo sono state sviluppate azioni di promozione del contratto di apprendistato secondo le sue tre tipologie previste dal Testo Unico in materia (D.lgs. 167/2011): apprendistato per l’acquisizione della qualifica e del diploma; apprendistato professionalizzante e di mestiere; apprendistato di alta formazione e ricerca.

Sul versante dell’alto apprendistato, le Regioni, con il coinvolgimento di forze sociali e dell’Università mirano ad incentivare percorsi lavorativi durante la carriera scolastica, a facilitare la transizione dalla scuola al lavoro, migliorandone i “tempi” e i “modi”, e ad aiutare le scuole e le università a diventare luoghi di “intermediazione” attiva con il mondo del lavoro.      In alcune realtà regionali, come ad esempio Lombardia Emilia Romagna e Marche, sono stati approvati piani integrati ad hoc per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro  e sono state avviate delle sperimentazioni (ad esempio, il patto di prima occupazione), che si caratterizzano come attività di accompagnamento all’inserimento lavorativo attraverso percorsi strutturati di formazione e esperienza lavorativa.

Misure del governo Letta con destinazione di 794 milioni di euro tra il 2013 ed il 2016 per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, e aumentare l’occupazione giovanile.

Il Consiglio dei Ministri italiano presieduto da Enrico Letta, che in sede europea si è speso personalmente per la destinazione di ingenti risorse per la prima occupazione giovanile, ha adottato una serie di provvedimenti a partire  dal giugno 2013  su iniziativa  dei ministri del Lavoro, Enrico Giovannini, dell’Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, e della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, aumentare l’occupazione giovanile e sostenere le famiglie in difficoltà.  Un secondo gruppo di misure verrà definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la “Garanzia giovani”.

Per stimolare gli incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato  sono stati stanziati dal governo Letta 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 (500 milioni per le regioni del Mezzogiorno, 294 milioni per le restanti) per incentivare l’assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni, che si aggiungono ai fondi dell’Europa.

©Futuro Europa®

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