Letta incontra la Stampa

Consueto incontro di fine anno del Presidente del Consiglio con la Stampa nazionale ed estera. Un’occasione di bilanci ma soprattutto di prospettive dell’esecutivo Letta dopo otto mesi dal suo insediamento.

Organizzata come abitudine dall’Ordine nazionale dei Giornalisti in collaborazione con l’Associazione Stampa parlamentare e con quella della Stampa estera, quest’anno la Conferenza Stampa si è svolta presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.

Un ingresso puntale quello di Enrico Letta alle 12:00 che non ha voluto togliere spazio alle domande dei giornalisti delle Testate accreditate (tra le quali Futuro Europa), limitandosi ad una breve introduzione caratterizzata da un concetto più volte ripetuto durante le quasi due ore dell’incontro: “il 2013 è l’anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana. […] La svolta generazionale è un fatto molto positivo, è una svolta che oggi mette alla prova una nuova generazione, l’abbiamo chiesta, auspicata per molti anni, oggi è arrivata per il coraggio di molti, in primis del Presidente della Repubblica che il 24 aprile ha deciso di fare una scelta di svolta in questo senso e oggi questa generazione viene messa alla prova e non può fallire”.

Molti i temi affrontati da Letta in risposta alle domande dei giornalisti in un’ottica 2014 tra i quali: interventi per alleggerire la tassazione sul lavoro per consentire la riduzione dei costi sia per i lavoratori che per chi “genera lavoro”; per “creare lavoro” bisogna anche dare la sensazione reale che la rotta si può invertire e riuscire ad attirare così investimenti anche dall’estero; sperimentare anche nuove soluzioni di coinvolgimento diretto lavoratori/imprese come presto verrà tentato, a livello pubblico, con Poste Italiane.

Nel 2013 sono state create le condizioni per cogliere nel prossimo anno i segnali di crescita ma la “stabilità” è la principale condizione per questa crescita. Nel 2014 racconteremo all’Europa e al mondo come il nostro Paese sia riuscito a risolvere il problema del bicameralismo inutile e su questo il Governo chiede un impegno formale di tutte le forze parlamentari. Sulla Giustizia l’impegno è quello di rendere la giustizia civile più funzionate (anche con la conseguenza che gli investitori esteri ci possano vedere con maggior fiducia), mentre per Amnistia e Indulto Letta ha voluto precisare come le competenze siano delle Camere anche se l’Esecutivo ha già dato (per quanto di sua competenza) segnali concreti con i recenti provvedimenti sulle Carceri.

Per la politica estera, in risposta a due sollecitazione di colleghi stranieri, Letta ha ribadito che il Governo italiano ritiene di avere qualche maggiore opportunità di mediazione con l’Iran ma pur sempre nella fermezza di un disarmo nucleare; mentre, di continuare ad impegnarsi con convinzione per la fine delle ostilità tra Israele e Stato Palestinese.

In merito ai problemi legati all’immigrazione, Letta ha confermato che già sono in discussione la revisione della Bossi/Fini e le finalità e gli standard dei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e dei sistemi di accoglienza dei rifugiati nel nostro Paese.

Ad una domanda precisa su un ipotetico rimpasto di Governo, il Presidente del Consiglio ha risposto che “non è all’ordine del giorno” e, sull’immediato futuro del Governo, ha sostenuto che non sospetta affatto che Renzi voglia subito elezioni e che il nuovo segretario del PD fa bene a parlare con Forza Italia di riforme: “Berlusconi e FI devono stare dentro il percorso delle riforme istituzionali, con Renzi la pensiamo allo stesso modo, le riforme devono essere fatte con un’apertura vera fuori dalla maggioranza. Tale apertura – aggiunge – riguarda tutti i soggetti politici» attraverso il coinvolgimento di tutto il Parlamento.

Rivolto poi a Berlusconi, Letta si è augurato che “non si faccia prendere la mano intraprendendo una strada nichilista e populista: sarebbe un errore per il Paese e per lui stesso […] la storia politica che ha alle spalle non può terminare con una deriva populista e nichilista».

Le nuove formazioni politiche come quella facente capo al Gruppo parlamentare “Per l’Italia” lavoreranno insieme anche in funzione degli appuntamenti europei. Noi vogliamo, ha detto Letta, un’Europa che sappia parlare ai cittadini, essere europeisti vuol dire “essere europeisti, non per il passato, ma per il futuro”.

Sollecitato da un giornalista, Letta ha precisato con decisione che “non sono e non sarò mai un Premier tecnico, come ho dimostrato anche recentemente davanti alle Camere”, al Paese “non serve tecnocrazia ma leadership politica, assumersi cioè le proprie responsabilità”.

Tra le quaranta Testate estratte nell’ordine dall’OdG per porre una domanda al Premier figurava anche il nostro giornale ma, dopo due ore dedicate alle prime 23 domande e risposte, Letta ha dovuto lasciare la Conferenza stampa per raggiungere l’aula di Montecitorio dove era in votazione la Legge di Stabilità.

Non abbiamo quindi avuto modo di approfittare del nostro turno per intervenire e chiedere al Presidente del Consiglio se ritenesse che il suo Governo si rafforzi con un PD collocato nel filone socialista europeo e con una ricomposizione univoca delle forze che si riconoscono nel popolarismo europeo. Ci auguriamo comunque che il Premier ne sia informato attraverso l’Ufficio Stampa di Palazzo Chigi e che sia, per come crediamo di conoscerlo disponibile verso la Stampa, interessato a risponderci.

©Futuro Europa®

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