Acqua potabile, nuove regole UE

Il Parlamento europeo ha approvato, lo scorso 28 marzo riprendendo quando deciso dai Ministri dell’Ambiente il 5 marzo, nuove regole che migliorano ulteriormente la qualità, l’accesso all’acqua potabile e riducono i rifiuti di plastica tendendo a diminuire il consumo di acqua. Se più dell’80 per cento degli europei pensa ci sia un buon accesso all’acqua potabile nel posto in cui vive, solo il 20 per cento crede che l’acqua potabile del proprio paese sia di livello accettabile. E se il 55 per cento delle persone beve acqua dal rubinetto direttamente, il 10 per cento lo fa dopo il filtraggio. Secondo la Commissione europea, l’accesso a un’acqua di migliore qualità potrebbe ridurre il consumo delle bottiglie di plastica del 17%. Meno acqua in bottiglia significa non solo aiutare le persone a risparmiare ma produrre anche un impatto positivo sull’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 e dei rifiuti di plastica.

Le nuove norme proposte aggiornano gli standard qualitativi previsti per l’acqua potabile e introducono un metodo di monitoraggio della qualità dell’acqua basato sul rischio ed efficace sotto il profilo dei costi. La nuova legislazione mira ad aumentare ulteriormente la qualità dell’acqua del rubinetto rendendo più severi i limiti massimi per certi inquinanti come il piombo (da dimezzare) o i batteri nocivi e introducendo i limiti per la maggior parte delle sostanze inquinanti presenti nell’acqua del rubinetto. Saranno monitorati anche i livelli delle microplastiche. Le nuove norme mirano ad aumentare la trasparenza e a fornire ai consumatori l’accesso alle informazioni.

La materia è disciplinata dagli articoli da 191 a 193 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), in quanto l’acqua è considerata elemento essenziale per la vita umana, animale e vegetale, nonché per l’economia. La protezione e la gestione delle risorse idriche superano i confini nazionali rientrando nella legislazione europea. La direttiva quadro europea sulle acque definisce un quadro giuridico per tutelare le acque pulite e ripristinare la qualità delle stesse nell’UE, nonché per garantire il loro utilizzo sostenibile e a lungo termine. È integrata da norme più specifiche, quali la direttiva sull’acqua potabile e la direttiva sulle acque di balneazione, la direttiva sulle alluvioni e la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, nonché da accordi internazionali.

Il principio che l’acqua non è un prodotto commerciale, ma un bene comune di dimensione finita, impone che questa sia tutelata a livello di consumo e di qualità. Le nuove disposizioni introducono norme riguardo i materiali a contatto con l’acqua potabile e al miglioramento dell’accesso all’acqua. La revisione è conseguenza diretta dell’iniziativa dei cittadini europei Right2Water (Diritto all’acqua), che ha raccolto oltre 1 milione e 800mila sottoscrizioni, la prima in assoluto ad avere successo.

La maggior parte delle persone in Europa ha un accesso adeguato all’acqua potabile di alta qualità. Secondo la relazione redatta dall’Agenzia europea dell’ambiente (2016), più del 98,5% dei test effettuati sui campioni di acqua potabile, eseguiti tra il 2011 e il 2013, rispetta gli standard dell’Unione europea. La direttiva sull’acqua potabile dell’Unione europea ha imposto degli standard qualitativi minimi per l’acqua destinata al consumo umano (da bere, per cucinare o per altri usi domestici), così da proteggerci dalla contaminazione. La risoluzione dell’Europarlamento chiede di adottare misure come l’installazione di fontane pubbliche nei luoghi aperti al pubblico (inclusi centri commerciali e aeroporti) dove possibile e incoraggiano i ristoranti a usare l’acqua del rubinetto.

Ioan Deneș, ministro delle risorse idriche e forestali della Romania, in merito ha dichiarato: “Sono consapevole che la questione dell’acqua potabile è importante per tutti noi, come ha dimostrato l’iniziativa dei cittadini europei “Right2Water”. Per questo sono molto soddisfatto che oggi abbiamo raggiunto un accordo sulla posizione del Consiglio riguardo alla direttiva sull’acqua potabile. Il messaggio è chiaro: ovunque in Europa è possibile bere l’acqua di rubinetto senza temere effetti sulla salute”.

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