Il coraggio di Macron

Bisogna leggersi attentamente il discorso del Presidente francese Macron in occasione delle cerimonie commemorative dello sbarco in Normandia, per capire a che livello possono arrivare il talento e il coraggio di un uomo di Stato. Il discorso ha avuto due parti, egualmente importanti.

Nella prima, Macron ha riconosciuto il valore dei soldati americani caduti per rendere alla Francia la libertà. Sembrerebbe ovvio, ma una lunga tradizione gaullista sostanzialmente negava questo riconoscimento o ne sminuiva la carica emotiva. Ricordiamo che, quando De Gaulle ordinò  la partenza della sede della NATO da Parigi e il ritiro di tutte le truppe americane in Francia, il gesto scortese e ingrato suscitò una tempesta di irritazione e sdegno, soprattutto negli Stati Uniti, e un giornalista famoso intitolò un articolo chiedendo polemicamente se De Gaulle non voleva anche il ritiro dei cadaveri di migliaia di americani sepolti nel cimitero di Colleville-sur-Mer e caduti nella campagna per la liberazione della Francia. Esprimere una vera ed emozionata gratitudine, richiedeva dunque coraggio e intelligenza.

Più notevole ancora è la seconda parte del discorso, nella quale Macron ha detto che l’America non è mai tanto grande come quando combatte per la libertà dei popoli e per la democrazia, e quando tiene fede ai propri solenni impegni. Poi ha elogiato chiaramente le alleanze postbelliche, esplicitamente ricordando la NATO (e anche per questo occorreva intelligenza e coraggio) e l’Unione Europea, ma anche l’ONU, invitando gli  Stati Uniti a fondarsi sui valori del multilateralismo e della pacifica cooperazione tra i popoli. Queste parole acquistano un significato speciale quando si pensa che erano rivolte a Trump, che ascoltava più o meno imbarazzato, a Trump di cui è tristemente nota la politica unilateralista e protezionista, così come sono note le sue teorie sulla obsolescenza della NATO e la sua avversità all’unificazione europea (aveva appena ricevuto a Londra, ostensibilmente, Nigel Farage e altri esponenti del più rancido antieuropeismo).

Non penso che le parole di Macron siano davvero penetrate nella dura corteccia della coscienza di Trump, ma che sollievo sentirle pronunciare, con chiarezza e coraggio, dal Presidente di una grande Nazione nel cuore dell’Europa. E che differenza dai tanti nanerottoli del pensiero che purtroppo circolano per il Continente.

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