Agrifood 4.0

Nel Palazzo di Varignana (BO) si è tenuto il convegno “Opportunità e vincoli dell’applicazione del 4.0 nella filiera agroalimentare italiana”, uno studio realizzato da Nomisma di concerto con CRIF. Dopo i saluti portati dal Presidente Crif Carlo Gherardi e dal Presidente Nomisma Piero Gnudi, si è passati all’esposizione dei dati da parte del Responsabile Area Agroalimentare Nomisma, Denis Pantini; seguito dal Segretario Comitato Scientifico Nomisma, Giorgio Prodi.

I dati prodotti evidenziano come in Italia oltre il 50% delle imprese rientra nelle filiere agroalimentare, costruzioni e infrastrutture, moda e lusso, con oltre 18.500.000 addetti. L’agroalimentare rappresenta la prima filiera con 600.000 imprese nel settore e 1.200.000 nella filiera; gli addetti sono oltre 3.000.000 ed il fatturato complessivo ammonta a € 352.231 milioni, il 15% sul totale italiano. Passando ai vari anelli che costituiscono la filiera si nota che la maggior crescita si concentra nei servizi con un +4,9%, contro il +4,7% del supporto, +4,5% nella trasformazione, +3,5% nella distribuzione e +3,4% nell’ambito delle materie prime. Passando al credito erogato alla filiera agroalimentare, si è avuto un incremento del +6,9% contro una media del +3,4% su comparto filiere italiane, quindi una crescita del 50% maggiore rispetto la media. Di contro è calata la rischiosità della filiera agroalimentare nella misura del 14,3% contro il 13,9% di media sulle filiere italiane.

L’analisi presentata dal dott. Pantini ha evidenziato alcune criticità future che potranno influire sull’alimentazione mondiale, la popolazione passerà da 7,5 a 9,5 miliardi nel 2050 a fronte di un aumento del 75% dei disastri naturali. Passando alle preferenze di acquisto da parte dei consumatori italiani, i valori che sono maggiormente pregnanti per gli acquirenti sono al 26% l’italianità del prodotto, il 22% riguardo l’ambiente, il 16% la tradizione ed il 15% l’aspetto salutistico.

Altri aspetti venuti alla luce sono il già noto problema del nanismo delle imprese agricole, mediamente di 10 ha, l’elevata età media che si pone per il 65% oltre i 60 anni e con solo un 10% sotto i 35 anni, senza dimenticare il problema generale che la terra è un bene finito che non può essere aumentato a piacimento. I rimedi possono essere individuati in un nuovo approccio 4.0 nell’affrontare il problema della resa, con l’utilizzo di agricoltura di precisione per andare a sanare le variabili spazio temporali di una coltivazione intervenendo dove e quando serve. Benefici possono essere ad esempio le macchine agricole a guida autonoma tramite GPS, il 22% delle aziende ha investito nella Agricoltura 4.0, nelle nuove tecnologia, gli interessati sono in genere laureati millennials fra i 18 e i 35 anni che attingono informazioni da internet o partecipando di persona a fiere di settore.

Il dott. Giorgio Prodi ha esposto i numerosi vantaggi di avere una Agricoltura 4.0, produttività, flessibilità, qualità, velocità, tutti parametri che vedono aumentare il loro valore, ma che aumentano l’importanza di una filiera sicura e certificata. Il problema con cui si scontra la blockchain è la mancanza di uno standard unico, investire in una blockchain potrebbe inutile se poi si cambia fornitore e si deve passare ad una blockchain diversa. La certificazione di un prodotto con la blockchain potrebbe permettere la vendita di affettati lontano dal luogo di produzione ad esempio, e qui si dovrebbe anche comprendere l’importanza dei big data, uso, possesso, distribuzione.

In conclusione si è tenuta una tavola rotonda piena di argomenti interessanti, due in particolare sono emersi, il primo vice-presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha posto l’accento sulla brexit, una uscita no deal del Regno Unito porterebbe al blocco della logistica inglese per via dei 10.000 tir che passano giornalmente la Manica e dovrebbero essere sottoposti a dogana in caso di mancato accordo con la UE sulla uscita di Londra dalla comunità. L’altro aspetto è l’importantissimo settore della formazione e del rapporto scuola/mondo del lavoro esposto dal prof. Patrizio Bianchi, tema che andremo sicuramente ad approfondire in maniera più dettagliata per l’estrema importanza che riveste per il nostro paese.

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