Marketing 2019, l’anno del Fast content

Il 2019 sarà un anno all’insegna di grandi cambiamenti in termini di progresso tecnologico. Ma, se la tecnologia, come il marketing, prende una forma diversa ogni giorno, ciò che tende a cambiare più velocemente è il “contenuto”, ossia l’elemento che noi tutti, navigatori e fruitori del web, condividiamo in maniera ossessiva e compulsiva quotidianamente.

Non a caso, da tempo si sente spesso utilizzare l’espressione “content is the king”, il contenuto è il re. Che si tratti di un articolo che troviamo interessante e decidiamo di ricondividere sul nostro profilo social, di una canzone che sentiamo su Spotify e che ci mette allegria, di un aggiornamento di stato, di una foto, di un video divertente o di una story, tutto ciò è definibile come “contenuto”; un contenuto in continua evoluzione ed in continua trasformazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a tantissime evoluzioni di contenuto, ed oggi siamo arrivati ad avere un tipo di contenuto propriamente chiamato fast content, un contenuto consumabile in maniera facile, veloce e fruibile in qualsiasi momento della giornata. Un contenuto breve e di consumo istantaneo, come le famose stories di Instagram che “vivono” solo 24 ore; in origine lanciate da Snapchat e poi adottate anche da Instagram, Facebook e Whatsapp.

Il fast content è e continuerà ad essere una delle maggiori tendenze del 2019, soprattutto per quanto riguarda il Social media marketing. I grandi esperti di marketing digitale, sempre al passo con i cambiamenti, già sanno che oramai i marchi devono seguire loro stessi il pubblico e non più viceversa. Come? Attraverso pubblicità d’impatto, seguendo il target in base ai gusti e ai “mi piace” dei potenziali consumatori, studiando i loro comportamenti attraverso le tracce digitali che lasciano sul web – come un like, un commento o un follow – e analizzandone il loro comportamento.

La pubblicità deve oggi essere necessariamente all’altezza del suo pubblico che si muove in maniera rapida, veloce e che divora (e condivide) contenuto. E quanto più contenuto condivide, tanto più genera una “conversazione” intorno al marchio stesso.

Il formato di contenuto più interattivo e più attrattivo agli occhi del pubblico è oggi – e sarà almeno per tutto l’anno – il “formato video”, naturalmente molto più coinvolgente ed accattivante. Con un solo formato di contenuto pubblicitario si possono infatti comunicare moltissime cose. Sia con un video che con un live streaming, la trasmissione in diretta di eventi strettamente connessi ad una marchio. Pensiamo ad esempio ad un brand come Valentino, che durante la sfilata trasmette in diretta quello che sta succedendo, avvisando i suoi “follower” con una notifica perché possano connettersi e partecipare virtualmente alla sfilata. E’ questo un formato fast content, un video consumato in quel momento esatto.

Il formato pubblicitario del video offre numerosissime alternative che, per esempio, una semplice foto non può offrire: unisce alle immagini, il suono e la descrizione audio. Va inoltre considerato che oggi la maggior parte degli utenti si connette ad internet attraverso uno smartphone, ormai dotato di ottima risoluzione video e perfetto per riprodurre, visualizzare e condividere questo formato pubblicitario.

Il video inoltre può anche essere un modo per spiegare più nel dettaglio i prodotti ed i servizi che si promuovono, perché con i filmati, anche brevi, è possibile dare una spiegazione più dettagliata e quindi agevolare nell’acquisto il potenziale acquirente, che cerca informazioni per essere “rassicurato”. Il video, per un qualsiasi prodotto, è quanto di più chiaro possa esserci a livello di comunicazione pubblicitaria.

Il progresso – anche nelle tecniche di comunicazione – è inarrestabile e in continua evoluzione e si è obbligati a rimanere al passo con i grandi cambiamenti; e ciò vale, non solo per la generazione dei cosiddetti Millennial, ma anche per quelle precedenti.

Non c’è citazione più adatta di quella del celebre poeta e saggista tedesco del secolo scorso Bertolt Brecht riguardo al progresso “Ciò che oggi scriviamo sulla lavagna, domani lo cancelleremo”. Sembra proprio di aver voluto anticipare la definizione di fast content.

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